Serena Galvani

Avevo tredici anni quando rubavo l’Agfa di mio padre per fare fotografie

Serena Galvani“Il falco trascina nel suo volo di libertà la mente dell’uomo” così descrive Serena Galvani , fotografa, velista e imprenditrice bolognese, la sua passione per i falchi, protagonisti dello splendido volume Aria Uomini e Falchi che racchiude immagini senza tempo legate alla Falconeria (dal 2016 in Italia considerata patrimonio dell’umanità) scattate in cinque anni di raduni, e che raccontano con la potenza espressiva del bianco e nero, un legame profondo tra uomini e rapaci

Stravizzi : Come si è avvicinata a questo mondo? Perché i falchi?

Serena Galvani «Ho letto un libro su Federico II, colui che ha portato la falconeria da Oriente a Occidente, e mi sono incuriosita. In campagna da un amico che aveva due falchi, ho provato a relazionarmi con loro ed è stata un’ esperienza magnifica. Perché non sei tu che lo comandi, ma lo devi servire. Il rapace è un Re. E così ho cominciato a fare delle foto ai raduni di falconieri e ho imparato a conoscere questa arte quasi esoterica.»

Stravizzi : Eppure gli ambientalisti distorcono il naso

Serena Galvani «La falconeria è una pratica di caccia molto antica, naturale, non si usano i fucili, l’animale non è stressato e non viene in nessun modo manipolato. Il falco vive di questo, è un rapace, si deve nutrire comunque, quindi che vada solo a caccia o che ci vada con te .. che differenza fa? La falconeria oggi è anche usata per scacciare gli uccelli opportunisti. Il volo dei falchi spaventa per esempio i gabbiani, quindi fanno anche un servizio utile e funzionale all’ambiente.»

Stravizzi : Una mostra delle fotografie di Aria Uomini e Falchi si trova a Malta, isola con cui lei ha un grande legame

Serena Galvani «Si è una mostra permanente allestita presso Palazzo Verdala, residenza estiva della Presidenza della Repubblica. I legami con Malta riguardano sia la mia città che la falconeria. E sono legami storici perché Carlo V dopo essere stato incoronato da Papa Clemente VII a Bologna, tornando in Spagna, emanò un editto per cui i falconieri, cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, che erano stati esiliati in varie nazioni, potevano ritornare a Malta. In cambio il re volle un falco pellegrino addestrato, il falcone maltese.»

Stravizzi : Com’è nata la passione per la fotografia?

Serena Galvani «È nata quando avevo tredici anni e rubavo l’Agfa di mio padre per fare fotografie in giro per la città. Lui poi mi regalò una Laica, tant’è che misi in piedi un piccolo studio fotografico. A 14 anni ho vinto il mio primo concorso. Il tema era legato agli anziani e vinsi un premio con la fotografia di un pastore. Da quel momento in poi mi sono dedicata a soggetti legati alla natura, all’ambiente, alla fauna.»

Ascolti tv Stravizzi : C’è un’altra passione nella sua vita che è il restauro di barche d’epoca che porta avanti con A.R.I.A ( associazione per il recupero delle imbarcazioni d’epoca )

Serena Galvani «Ero a Favignana nel 1998 quando ho incontrato questa barca da regata del 1935 del tutto fatiscente, con delle parti in alluminio, che mi ha fatto subito innamorare. Ho capito perché quando il proprietario mi consegnò i documenti e notai che il suo numero velico era 8 e 17. Due date importanti legate alla vita e alla morte di mio padre. E’ stato come se mi avesse voluto mandare un messaggio. Il restauro di ARIA, mi ha consentito di sublimare questo dolore con la rinascita di questa barca che ho riportato a regatare con grande successo.»

Stravizzi : Altri restauri importanti?

Serena Galvani «Un altro grande restauro è  il Leone di Caprera, una goletta di 9 metri del 1880 che tre figli di immigrati italiani in Uruguay avevano costruito in onore di Garibaldi, e con il quale hanno attraversato l’oceano da Montevideo fino a Livorno, con l’idea di andare a trovare Garibaldi morente a Caprera. L’ho donata per i 150 anni dell’Unità d’Italia nel 2011 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano

 

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