Clara Luciani

Da piccola cantavo tutte le canzoni dei Beatles

Clara LucianiFrangetta scura, ovale perfetto, fisico e portamento da modella, sguardo passionale, Clara Luciani , 25 anni, origini siciliane e corse, è la nuova icona del pop francese. Voce grintosa e testi coraggiosi con il suo primo album Sainte Victoire, la cantautrice francese, fra dolcezza e rabbia, pop e soul, racconta la fine di un amore, incantando tutti.

«Si è vero, l’album racconta una delusione – ci dice Clara Luciani, parlando molto velocemente e con un simpatico accento del sud  – ma non ho messo nell’album tutte le lacrime che ho versato, c’è anche tutta la mia rabbia, la mia volontà di superare tante delusioni, nonché l’ironia che mi ha dato la forza per uscirne.»

Stravizzi : Per questo ha intitolato l’album Sainte Victoire?

Clara Luciani «A dire il vero Sainte Victoire è il nome della cittadina vicino Marsiglia dove sono nata, ma effettivamente vuol dire anche Santa Vittoria… insomma sapevo che poteva prestarsi a questa interpretazione ambivalente e l’ho usato un po’ in questo senso, ci ho voluto giocare.»

Stravizzi : Per le parole dure che usa in alcuni testi come quello di La Grenade, i critici francesi hanno parlato di un album femminista

Clara Luciani «Parlerei più di un album di donne. Conosco il femminismo, so quello che le donne hanno combattuto in tutti questi anni e condivido ogni lotta, ma ho scritto questi testi, senza alcuna volontà di mandare un messaggio politico. Racconto sentimenti personali, di quando mi stufo di certe situazioni. Invece da subito l’album è diventato una specie di manifesto. Mi hanno scritto tante donne che, attraverso le parole delle mie canzoni, hanno trovato la forza di lottare e di uscire da relazioni difficili o malate. E questo mi rende felice e orgogliosa, ma non era mia intenzione, anche perché non vorrei che la presa di posizione delle donne in questo momento diventasse soltanto una tendenza

Stravizzi : Com’è essere una giovane donna oggi?

Clara Luciani «Siamo sempre più degli esseri complessi. Il problema è che siamo ancora sottoposte a dei canoni maschili di valutazione che non corrispondono alla realtà e che spesso ci mortificano. Questo essere considerate solo il simbolo della fecondità, quando possiamo nascondere una forza uguale se non superiore a quella maschile. Vorrei tanto abolire questa visione che hanno ancora tutti delle donne: noi non siamo delle piccole bambole vulnerabili e deboli

Clara LucianiStravizzi : Si è mai sentita considerata in questo modo?

Clara Luciani «Molte volte. Ho scritto La Grenade dopo aver subito una serie di piccole umiliazioni, niente di grave, giusto una fastidiosa condiscendenza di certi ragazzi nelle sale da concerto, che mi dicevano come usare la chitarra, oppure che rimanevano sorpresi nel sapere che scrivevo canzoni. Insomma ho voluto dimostrare a tutti di non essere una ragazzina fragile.»

Stravizzi : Clara Luciani che adolescente è stata?

Clara Luciani «Una ragazza per niente popolare, un po’ solitaria, che amava leggere, ascoltare musica, sempre fuori moda. Ero già molto alta e avevo una voce pesante, grave, tant’è che la mia maestra di canto mi mise nel coro maschile, e non fu un esperienza proprio felice

 Stravizzi : Eppure si sente che lei è una persona passionale

Clara Luciani «Passionale e combattiva. Ho l’impressione di portare dentro di me un po’ delle mie origini. Parole che s’infiammano, che fanno gesticolare. Purtroppo non conosco bene l’italiano, però amo il mio nome che so avere il significato di chiara, limpida, e il mio cognome che in corso vuol dire piccola luce. »

Stravizzi : Quando ha cominciato ad avvicinarsi alla musica?

Clara Luciani «Mio padre è un musicista e da piccola mi faceva cantare con lui tutte le canzoni dei Beatles. E’ con Paul McCartney che ho scoperto il potere della melodia. A 11 anni ho venduto tutti i miei giocattoli per poter comprare una chitarra elettrica, su cui ho scritto le mie prime canzoni. Per me era l’equivalente di scrivere un diario.»

Stravizzi : È arrivata a Parigi a 19 anni in compagnia soltanto della sua chitarra. Com’è andata?

Clara Luciani «All’inizio non è stato per niente facile. Vivevo in una camera ammobiliata. Ho fatto tutti i lavori possibili: la commessa, la cameriera, la baby sitter, stavo anche pensando di lasciar perdere. Poi ho avuto la chance di fare degli incontri incredibili: a partire da Raphael ( Haroche, cantante noto in Francia) che mi ha portato con lui in tournee come chitarrista, poi l’esperienza con il gruppo de La femme, e su tutti l’incontro e la collaborazione con Benjamin Biolay ( cantautore e attore) che ha semplicemente risposto ad una mia mail in cui mi dichiaravo sua grande fan. Incredibile, vero?»

Stravizzi : Incontri fortunati

Clara Luciani «Ho avuto fortuna, ma anche tanta determinazione e tenacia. Non è stato facile arrivare a Parigi dal Sud, riuscire a cantare, a far sentire la mia musica, in un mondo decisamente maschile. Ho davvero lavorato tanto per arrivare a realizzare questo primo album.»

Stravizzi : Album apprezzato anche da Francois Hardy, che è un suo idolo

Clara Luciani «Ecco questa è stata una cosa che mi ha fatto impazzire di gioia. Francois Hardy, una delle mie cantanti preferite, che elogia pubblicamente le mie canzoni. Che altro potrei volere dalla vita!»


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