Valentina Bellè

Cantare recitare muovermi mi mette un fuoco dentro

Valentina BellèQuando arriva all’appuntamento in un bistrot della capitale, si stenta a riconoscerla. Con i capelli arruffati, il viso senza l’ombra di trucco, un maglione oversize corallo, e un borsone a tracolla da cui spuntano libri vari, sembra una studentessa universitaria piuttosto che un’attrice affermata.  E si perché Valentina Bellè , 27 anni, da Verona, in soli 5 anni dal suo debutto ne La Vita Oscena di Renato De Maria, ha collezionato una serie di ruoli da protagonista di grande successo: dalle serie tv Sirene e I Medici, al cinema di Francesca Comencini con Amori che non sanno stare al mondo,  e dei Fratelli Taviani in Una questione privata, fino a interpretare Dori Ghezzi in Fabrizio De Andrè: Principe libero e Jacqueline Roque, l’ultima moglie di Picasso, al fianco di Banderas in Genius per il National Geographic.  

Grand Hotel su Raiuno

Valentina Bellè è giovane, entusiasta, determinata, un portento della natura. Ricorda con un fiume di parole, di aneddoti, agitando le lunghe mani quel periodo di soli 5 anni quando da totale sconosciuta si è trovata protagonista della ribalta della scena italiana. I primi due ruoli erano piccoli e li potevo nascondere alla scuola, dove si può lavorare solo a partire dal terzo anno, ed io ero al secondo ma quando mi presero come protagonista di Grand Hotel su Raiuno, ho dovuto abbandonare la scuola e da quel momento non mi sono più fermata.». E pensare che ero entrata con un colpo di fortuna. Una ragazza aveva rinunciato ed io che ero la prima degli esclusi al provino di ammissione, sono stata chiamata a rimpiazzarla. Un vero dispiacere, ma non potevo girare le spalle, a tante opportunità.»

Un successo che le porta popolarità ed un ruolo dietro l’altro tutti importanti, di grande rilievo, che la lasciano quasi diffidente verso questo mondo. Non si capacita del successo. Valentina è un’attrice d’istinto e di grande determinazione ma di poca esperienza e ne è assolutamente consapevole.

Stravizzi : Quando ha scelto di diventare attrice?

Valentina BellèHo frequentato un corso di teatro nel doposcuola alle medie e da quel momento dicevo a tutti che da grande avrei fatto l’attrice. Però non è che finite le medie ho cominciato un percorso di teatro, no. Tanto è vero che mio padre, quando mi diplomai, mi disse: Bè, finiamola con questa idea dell’attrice. Ma non desistevo, pur non sapendo da dove cominciare.”

Stravizzi : E cosa è successo?

Valentina BellèUna mia amica, che studiava a New York, mi parlò della scuola di Lee Strasberg. Pensai: mi butto, almeno imparo qualcosa e così è stato. Quando salivo quelle scale con il velluto rosso e vedevo il palco provavo un’emozione intensa. Cantare, recitare, muovermi mi metteva un fuoco dentro, una passione immensa per questo mestiere.

Stravizzi : Un approccio totalizzante. Per questo dopo aver interpretato Dori Ghezzi si è presa un periodo di pausa?

Valentina BellèInterpretare Dori Ghezzi e conoscerla, mi ha molto coinvolto, riempito, cresciuto. Erano più di due anni che non mi fermavo. Ho avuto bisogno di pensare solo a me stessa. Ho detto tanti no. Ho viaggiato, sono tornata a casa, ho frequentato gli amici, e a volte non ho fatto niente. Insomma ho smesso con l’ansia di dover riempire costantemente ogni minuto della mia vita.”

Stravizzi : Ad Aprile esce Dolce Roma di Fabio Resinaro e a Maggio Catch22 con la regia di George Clooney. Come affronta le decisioni?

Valentina BellèEmotivamente sono molto autonoma. Il percorso psicologico è mio, poi ho la famiglia e gli amici con cui mi raffronto. Sa, non si può fare questo mestiere se non trovi degli amici veri. Soffro molto l’ambiente cinematografico romano.”


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