Melanie Laurent

Non bisogna farsi incantare del suo aspetto angelico

Melanie LaurentNon lasciatevi incantare dall’aspetto angelico, dagli occhi verdissimi e dall’ eleganza semplice ed essenziale che la contraddistingue perché l’attrice, regista e musicista francese Melanie Laurent , dietro questa allure  delicata, nasconde una determinazione e una grazia di ferro che l’ha portata a soli 35 anni, ad avere una quarantina di titoli al suo attivo (Bastardi senza Gloria di Quentin Tarantino, Concerto di Bradu Mihaileanu, Enemy  di Gilles Villeneuve), a realizzare tre film come regista, fra cui Respire presentato a Cannes nel 2014, che racconta una storia di bullismo, e a cimentarsi come documentarista in Demain (Tomorrow)  scritto con il poeta e attivista Cyril Dion, in cui  prova, da fervente ambientalista, a proporre soluzioni al disastro ambientale sulla Terra.

La Welgedacht Reserve di Pretoria

Un impegno verso la natura che è costante nella vita di Melanie Laurent, tanto da farle accettare, senza pensarci due volte, il ruolo di Alice in Mia e il leone bianco di Gilles de Maistre (al cinema dal 17 Gennaio). Un film girato in Sud Africa presso la Welgedacht Reserve di Pretoria con una produzione importante, durata ben tre anni, e in cui si racconta la storia dell’incredibile amicizia fra il cucciolo di leone Charlie e la piccola Mia (Daniah De Villiers) che vive con la mamma Alice e il papà John ( Langley Kirkwood) nel loro allevamento di felini. Per anni i due crescono insieme e condividono ogni cosa, ma quando, ormai quattordicenne, Mia scopre che il suo legame con Charlie potrebbe finire da un momento all’altro, decide di scappare con lui verso la salvezza.

Una storia potente

Un film che è quasi un esperimento naturalistico, perché la giovane attrice che interpreta Mia, Daniah De Villiers, e il cucciolo di leone che nella realtà si chiama Thor, sono veramente cresciuti insieme di fronte alla macchina da presa. Una storia potente, coinvolgente ed emozionante che arriva dritta al cuore e che pone l’attenzione su questi magnifici animali ormai a rischio di estinzione.

Stravizzi : Sul set con Thor si aggiravano altri 5 esemplari di leoni. Non ha mai avuto paura?

Melanie Laurent «Paura no. Quando sono diventati grandi qualche timore c’è stato. Infatti la troupe tecnica a quel punto girava dentro delle gabbie di protezione. Però bisogna dire che noi avevamo contatto soltanto con gli altri leoni e sempre a debita distanza, ma mai con Thor che si relazionava esclusivamente con Daniah. Loro due non si sono mai lasciati per 3 anni e il loro legame è qualcosa di magico che si percepisce nel film

Stravizzi : Che rapporto si è creato con Daniah De Villiers?

Melanie Laurent «Daniah è una bambina adorabile è stato un piacere recitare con lei e vederla crescere! Abbiamo instaurato un rapporto simpatico e semplice: lei mi faceva domande sulla recitazione, chiedeva consigli ed io ero affascinata e incuriosita dalla sua capacità di relazionarsi con il leone Thor, soprattutto quando è arrivato a pesare 250 chili!»

Melanie LaurentStravizzi : Sul set a supervisionare i rapporti fra uomini e felini c’era lo zoologo Kevin Richardson, che da anni si batte per salvare i leoni dai territori di caccia a cui spesso vengono destinati. Cosa ha imparato da lui?

Melanie Laurent «Senza Kevin questo film sarebbe stato impossibile da realizzare. Lui ci ha mostrato come si riduce l’aggressività di un leone quando si crea una relazione profonda con loro. Ha fatto in modo che leoni e umani vivessero in armonia per tre anni. Spesso Thor non aveva voglia di fare nulla e tutta la troupe lo lasciava fare. Un uomo che ammiro e che grazie alla produzione del film ha potuto prendersi cura di Thor e degli altri leoni, che adesso vivono nella sua riserva.»

Stravizzi : Nel frattempo è  uscito in Francia il suo debutto americano da regista: il thriller Galveston con Ben Foster ed Elle Fanning, tratto dal romanzo di Nic Pizzolato, il creatore di True Detective.

Melanie Laurent «E’ stata un’ esperienza importante, difficile, sia perché è un film indipendente, sia per il genere che non avevo mai trattato. Ho avuto solo 15 giorni di preparazione al posto dei due mesi concordati e mi sono dovuta anche battere molto al montaggio per l’edizione finale. Ma lavorare con Elle Fanning e Ben Foster, attori generosi e preparati, mi ha fatto superare ogni difficoltà. E se il film è stato ben accolto da pubblico e critica, lo devo anche a loro.»


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