Aldo Moro Il lungo addio Il racconto dei 55 giorni di prigionia

In concorso all’Extra Doc Festival

Aldo Moro Aldo Moro il lungo addio per la regia di Luca Rea, con la collaborazione di Maria Pia Ammirati e Andrea Di Consoli, prodotto da Rai Teche, sarà presentato il prossimo 30 gennaio in concorso all’Extra Doc Festival, sezione della rassegna Cinema al MAXXI, nell’ambito di CityFest, il programma di eventi culturali della Fondazione Cinema per Roma, prodotta con il MAXXI e Alice nella città.  

Il direttore Maria Pia Ammirati

Rai Teche è  orgogliosa di presentare nell’ambito di una prestigiosa rassegna  questo nuovo progetto editoriale – afferma – dedicato ad uno degli avvenimenti che hanno scosso nel profondo la storia del nostro Paese. Non potevamo, come Archivio che custodisce la memoria d’Italia, non contribuire al racconto del caso Moro cercando di offrire al pubblico una prospettiva diversa  grazie all’utilizzo esclusivo del frammento d’archivio”.  

Mario Sesti

Si tratta di un lavoro davvero speciale – aggiunge il curatore della Rassegna Cinema al MAXXI – grazie al quale, chiunque creda di aver visto tutto o gran parte di  ciò che in quei giorni la RAI ha mandato in onda, scoprirà che si tratta solo di un iceberg: la parte più vasta, che questo film rivela, è ancora sommersa. Luca Rea, in collaborazione con Maria Pia Ammirati e Andrea D Consoli, mettono tutto in sincrono con un’operazione di analisi e raffronto che scompone e ricostruisce l’“amalgama” mediatico di un evento per il quale nessuno, tanto meno l’informazione, era dotato di istruzioni“. 

I 55 giorni

Il film nasce a seguito di un lavoro di riordino e controllo di tutto il trasmesso Rai effettivo dei 55 giorni di prigionia di Aldo Moro e con lo scopo di ricostituire il grande impatto emozionale di un triste e complesso avvenimento, da 40 anni smembrato e analizzato in miriadi di altri montaggi e diventato quasi abituale da vedere e rivedere attraverso alcuni momenti chiave, che però ormai vivono solo come accessori dei vari speciali e documentari sull’argomento. Solo ricomponendo un montaggio rigorosamente reale, cronologico e totale dei fatti si poteva riportare alla luce quell’impatto emozionale. 

Il minuzioso montaggio volto a riproporre il tempo reale degli accadimenti

Attraverso la ricostruzione fedele, in tempo reale, delle dirette televisive il documentario racconta il rapimento di Aldo Moro e il successivo ritrovamento del cadavere. L’angoscia e l’emozione del momento tornano in maniera evidente e realistica nel montaggio rigorosamente fedele alla cronologia degli avvenimenti (con tanto di visualizzazione dell’orario effettivo). Montaggio che spesso mostra ciò che accadeva in contemporanea sulla “Rete uno” e sulla “Rete due” in “split-screen”, in modo da far percepire ciò che in quel momento percepì chi si trovava davanti allo schermo televisivo. Grazie al lavoro di riordino totale dei materiali inoltre, non mancano anche momenti inediti e vere sorprese d’Archivio. Ancora una volta Rai Teche racconta un pezzo di storia del Paese attraverso le immagini straordinarie conservate e digitalizzate.


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