Luca Guadagnino

Ho sempre amato l’horror

Luca GuadagninoI film di Luca Guadagnino da Io sono l’amore, The bigger splashChiamami col tuo nome sono successi mondiali, e la critica lo ha ormai riconosciuto come un vero maestro. Dopo Chiamami col tuo nome, Oscar per la sceneggiatura, è nelle sale dal 1 gennaio il travolgente Suspiria presentato a Venezia, con un linguaggio poetico che affonda nella storia del cinema, e non s’era mai visto prima.

Stravizzi : Suspiria , un vecchio sogno

Luca Guadagnino «Ho sempre amato l’horror, e mi piace dire che questo è il mio primo film, perché è il mio primo horror. Esordisco a 47 anni con un film dell’orrore. Ero ragazzino camminavo per Palermo era estate ho visto questo magnifico manifesto poi ho visto il film anni dopo e mi ha stravolto. Mi ha trasmesso l’idea che tutto è possibile All’epoca volevo già diventare un Fimmaker senza sapere neanche cosa significasse

Stravizzi : Le donne di Suspiria ?

Luca Guadagnino «Donne che non possono essere messe in uno scaffale, non sono cattive in senso manicheo, non sono belle, non sono brutte, sono tutto. Mi piaceva un mondo femminile sfaccettato

Stravizzi : Con Tilda Swinton, nel cast diSuspiria, siete amici. Lei lavora spesso con gli amici

Luca Guadagnino «Tilda è amica, compagna, sorella. Gli amici sono una famiglia. Un altro fratello è Walter Fasano, ( montatore e sceneggiatore). È bello invecchiare insieme, puntare a una lingua comune. Siamo le due corde vocali del linguaggio dei nostri film da 25 anni, io sono eccitato dalla sua mente e quindi mi piace la sua persona. È bello che queste famiglie siano aperte, contaminate

 Stravizzi : La sua famiglia?

Luca Guadagnino «Mio padre e mia madre hanno avuto una storia d’amore rocambolesca che li ha portati a fare delle scelte da Romeo e Giulietta, e 50 anni dopo sono ancora qua, una casa piena di gatti. Si conobbero a Casablanca, mio padre era professore di storia, irrequieto, col bisogno di muoversi, e ci portò in Etiopia perché anelava a un altrove. Anch’io ho questo sentimento

Stravizzi : Cosa ricorda di quel periodo?

Luca Guadagnino «La mia famiglia si trasferì da Palermo quando io avevo un mese. E ho vissuto un’infanzia speciale, così diversa dall’immaginario degli amici che ho poi avuto in Italia. Su Tatà, la tartaruga, ci andavo a cavallo e il mondo camminava lento attorno a noi. Poi la storia ha fatto irruzione, il colpo di Stato detronizzò Hailé Selassiè, e il generale Menghistu instaurò la dittatura. Gli stranieri dovettero andarsene.» 

Stravizzi : La passione per il cinema?

Luca Guadagnino «In Africa è nato il mio sentimento per il cinema. Mi facevano vedere film come Lawrence d’Arabia, o Gli Argonauti, con la battaglia degli scheletrini, un miracolo degli effetti speciali dell’epoca, che mi impressionò moltissimo. A parte le suggestioni fortissime che ti offre vedere da bambino Lawrence d’Arabia, la luce etiope e i misteri hanno contribuito all’idea del racconto per immagini che è diventato la mia vita.»

Stravizzi : Prossimo progetto?

Luca Guadagnino «Volevo realizzare un film dall’album  Blood on the tracks di Bob Dylan. Realismo inventato, tutto è un sogno. Il sogno del cinema.»


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