Aureliano e la difesa dell’ Impero

Se ne occuperà Paolo Mieli a Passato e Presente

Passato e PresenteNel III secolo d. C. l’ impero romano è scosso da una crisi che ne anticipa la fine dell’unità. Una crisi innescata da pesanti epidemie, ma soprattutto dai barbari che premono ai confini dell’ Impero . E’ il periodo dell’anarchia militare: l’esercito sceglie imperatori-soldato. Una pagina di storia ripercorsa dal professor Franco Cardini e da Paolo Mieli nel nuovo appuntamento con “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda mercoledì 26 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

L’imperatore Aureliano

Nel 270 d. C. Lucio Domizio Aureliano viene eletto conduttore dell’ Impero per acclamazione dalle legioni di stanza a Sirmio, nell’attuale Serbia. Figlio di contadini della Pannonia, Aureliano è un soldato, amato dai suoi commilitoni, che lo chiamano manus ad ferrum, pronto a dar di spada.  A Roma ordina l’inizio della costruzione delle Mura che prendono il suo nome: le Mura Aureliane, una possente cinta muraria che ancora oggi è possibile ammirare.

Il regno autonomo della regina di Palmyra

Ma il vero nemico da combattere per difendere l’ Impero è ai confini. A Occidente, Tetrico ha fondato l’Impero delle Gallie; a Oriente Zenobia, regina di Palmyra, ha costituito un regno autonomo. Aureliano sconfigge entrambi e sancisce il ritorno dei territori secessionisti sotto il controllo di Roma. Sarà nominato per questi meriti “restitutor orbis”, restauratore del mondo. Ma nel 275 d.C., dopo soli cinque anni di comando, Aureliano, viene ucciso a Bisanzio in una congiura inspiegabile e lascia il Senato e l’esercito in estrema difficoltà per la sua successione.


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