Report Nel nome di Matteo

E a seguire il servizio Il passeggero

ReportNuovo appuntamento con Report , il programma con Sigfrido Ranucci, in onda su Rai3 questa sera alle 21.15. Nel primo reportage dal titolo Nel nome di Matteo, per anni la Lega Nord si è battuta per l’indipendenza della Padania. Poi le inchieste giudiziarie hanno travolto il partito, l’ex segretario Umberto Bossi è stato condannato a Milano in primo grado per appropriazione indebita e a Genova in appello per truffa aggravata ai danni dello Stato, mentre la Cassazione ha da poco confermato il sequestro dei circa 49 milioni di euro di rimborsi elettorali degli anni 2008-2010 ottenuti dalla Lega sulla base della presentazione al parlamento di rendiconti ritenuti dalla Procura irregolari.

Prima gli italiani

Ora però la Lega si presenta con una nuova veste, uomini e progetti diversi. La parola Nord è sparita, il segretario non è più Bossi ma Matteo Salvini, il motto “Prima il nord” è stato sostituito con “Prima gli italiani”, c’è anche un nuovo simbolo, mentre l’obiettivo è la trasformazione dell’Italia in uno Stato federale. È così che nel nome di Salvini il partito sta crescendo sempre di più da Nord a Sud.

Ma chi sono i nuovi leghisti del Meridione?

Per scoprirlo Report ha battuto le regioni del sud Italia in lungo e in largo e ha incontrato coordinatori, candidati, assessori e deputati. Ognuno di loro ha una storia da raccontare.

A seguire il servizio Il passeggero 

L’auto fantasma girerà per la città” titolava nel 1926 un quotidiano americano. Neanche cento anni dopo, l’auto a guida autonoma è quasi realtà. Sensori, telecamere, radar, fino alla massima automazione: un’auto senza volante né pedali. Pioniere è stato Google; nel complesso le case automobilistiche e i partner informatici hanno investito 50 miliardi di dollari dal 2014 ad oggi, entro il 2030 il mercato potrebbe valere 282 miliardi. Alcuni incidenti, anche mortali, però, hanno frenato la sperimentazione negli Stati Uniti. 

Anche noi italiani siamo stati pionieri in questo settore, ma poi un prototipo dell’università di Parma se l’è comprato un’azienda americana. Oggi i test continuano, ma a Torino, nei giorni scorsi, la sindaca Appendino è passata col rosso: non lei, l’auto a guida remota su cui era a bordo. Quando a guidare non è l’uomo, ma un software, chi paga in caso di incidente? E quanto possiamo davvero fidarci di questa tecnologia?


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