Chicca Maralfa racconta a Stravizzi Festa al trullo il suo nuovo romanzo

Mi permetto di canzonare il mondo della moda e degli influencer

Chicca Maralfa Festa al trullo ( Les Flaneurs edizioni) è il nuovo e bel romanzo di Chicca Maralfa , barese, giornalista, autrice televisiva, in cui si racconta con i toni della black comedy, i retroscena del mega evento organizzato da Chiara Laera, super influencer da milioni di follower, nel suo magnifico trullo in Puglia, per lanciare, in diretta mondiale su Instagram, il nuovo brand ciceri&tria, (una specie di tagliatella, ma senza uovo) dello stilista pugliese Vanni Loperfido, astro nascente della moda internazionale, mettendo in scena un set in cui i paesani interpretano se stessi e mostrano il lavoro della tradizione: il casaro, l’artigiano, la pulitrice di cicorielle e via così. Su tutto aleggia il malumore di Mimmo, il custode e contadino della tenuta di Chiara,  irretito da questo circo falso e inutile e preoccupato per il terribile batterio della Xylella che agguanta gli ulivi e li distrugge più di questo turismo di tendenza.

Stravizzi : Un romanzo attualissimo che racconta con grande attenzione e ironia una Puglia diventata di moda, e lo sfruttamento del suo territorio

Chicca Maralfa «Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio assalto al ricco bottino del turismo estero – ci racconta – La Puglia è diventata location di film, di matrimoni miliardari. Personaggi internazionali hanno acquistato trulli e masserie, ma tutto questo è accaduto senza rispettare il territorio o creare valore aggiunto. Ci facciamo semplicemente sfruttare. Anche se oggi sempre il turismo straniero chiede autenticità.»

Stravizzi : Come si può invertire questa tendenza?

Chicca Maralfa «Ben vengano gli investitori ma questa crescita va strutturata, gestita, da noi,  prevedendo anche una formazione professionale e manageriale all’altezza di questa crescita esponenziale. Oltre che un maggiore rispetto dei luoghi. Non a caso i muretti a secco sono stati dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, peccato che non ci siano più gli artigiani per costruirli. Infatti Mimmo, in Festa al Trullo pensa che il terribile batterio della Xylella, sia un castigo divino arrivato a punirci per come stiamo trattando, svendendo e svilendo la nostra terra.»

Stravizzi : Chiamacome un piatto sostanzioso un marchio di moda. Una provocazione?

Chicca Maralfa «Decisamente, ma Ciceri&tria era anche il nome del piatto pugliese che suonava meglio. Impossibile fave e cicorie, e patate riso e cozze! Il nome è perfetto e mi permette di canzonare il mondo della moda, degli influencer, che non sanno più cosa inventarsi e vanno rubacchiando in giro, fingendo di valorizzare gli artigiani del luogo e il territorio

Stravizzi : C’è anche una critica feroce dei social che lei poi usa per promuovere Festa al Trullo in maniera molto innovativa

Chicca Maralfa «Il sito è una mia idea. Ho cominciato a lavorarci un paio di mesi prima dell’uscita del libro promuovendo una fantomatica festa in un trullo, alla quale molte persone mi hanno, addirittura, chiesto di partecipare. Uno storytelling social a tutti gli effetti, in cui i personaggi sono presentati esattamente come protagonisti di un film, con l’obiettivo di incuriosire alla lettura del romanzo, utilizzando proprio quegli strumenti che pare allontanino dai libri. Una specie di cura omeopatica.»

Chicca Maralfa con Festa al Trullo incontrerà i lettori il 7 Dicembre a Roma a Più Libri Più Liberi, Fiera Nazionale della piccola e media editoria presso lo stand Associazione Editori Pugliesi –  Les Flaneurs Edizioni.

 

 


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