Ravenna Teatro delle Albe Polittico in sette quadri per Dante Alighieri

Dal 27 novembre al Rasi il debutto ravennate di “fedeli d’Amore” del Teatro delle Albe

RavennaRavenna . Dopo la prima nazionale, nell’ambito del programma del Napoli Teatro Festival e la tappa al Teatrul Maghiar de Stat Csiky Gergely di Timisoara, all’interno di un progetto quadriennale con Timisoara 2021, arriva il debutto ravennate ne La stagione dei teatri 2018/19 per la nuova creazione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, una scrittura originale di Martinelli che riflette sulla potenza della poesia dantesca, centrata sull’eccezionale recitar-cantando di Montanari.

Il diavoletto del rabbuffo

In un’alba ravennate del 1321, Dante Alighieri, profugo, è sul letto di morte, e la sua carne che si spegne è aggredita da visioni e lampi: la nebbia, il demone della fossa dove sono puniti i mercanti di morte, un asino che ha trasportato il poeta nel suo ultimo viaggio, il diavoletto del “rabbuffo” che scatena le risse attorno al denaro, l’Italia che scalcia se stessa, l’apparizione di Antonia – sua figlia – e l’intima certezza di una fine che non è una fine. In una scena generata da un’alchimia vocale, sonora, visiva e drammaturgica capace di fondere psiche e mondo, si evoca Dante nell’abbracciare una sola salvezza: Amore è ciò che ci fa ribelli, è la forza che libera ed eleva.

Le recite dal 27 novembre al 1 dicembre sono realizzate in occasione della Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival 2018 e saranno sottotitolate in inglese.

 Martinelli e Montanari 

«Avventurarsi nella selva luminosa delle opere di Dante – affermano– significa trovarsi di fronte a direzioni impreviste e sorprese feconde. Ecco perché in attesa del Purgatorio, che realizzeremo nel 2019 con la coproduzione di Ravenna Festival-Teatro Alighieri e Fondazione Matera-Basilicata 2019, abbiamo sentito la necessità di creare questa mandorla per il palco, un poemetto scenico dove una sola voce si incarica di farne suonare innumerevoli. Un concerto che evoca la morte del poeta nel 1321, per attingere alla radicalità della sua visione etico-estetica nel tempo presente».

Antonia figlia di Dante Alighieri

In fedeli d’Amore a parlarci, nei singoli quadri, sono voci diverse: la nebbia in un’alba del 1321, il demone della fossa dove sono puniti i mercanti di morte, un asino che ha trasportato il poeta nel suo ultimo viaggio, il diavoletto del “rabbuffo” che scatena le risse attorno al denaro, l’Italia che scalcia se stessa, Antonia figlia di Dante Alighieri, una fine che non è una fine. Ci parlano del poeta fuggito dalla sua città che lo ha condannato e ora è sul letto di morte in esilio, a Ravenna, in preda a febbre malarica, con la mente annebbiata e delirante. Amore è evocato come stella polare dei fedeli d’Amore, forza che libera l’umanità dalla violenza, che salva “l’aiuola che ci fa tanto feroci”. Le voci di questo “polittico” sono un’unica voce che ne sa contenere innumerevoli, quella di Ermanna Montanari: aria, fuoco, suono, materia.

Compagni sapienti

Fedeli d’Amore si inserisce tra quei lavori delle Albe che testimoniano l’incessante ricerca drammaturgica, vocale, musicale e visiva in sinergia con “compagni sapienti” come Luigi Ceccarelli e Marco OlivieriAnusc Castiglioni e Simone Marzocchi, all’interno di quel solco dove centrale è l’alchimia vocale-sonora della figura.

Ospiti dell’Italian Playwrights Project

Nel solco del lavoro su Dante, Martinelli e Montanari saranno a New York il 13 e 14 dicembre ospiti dell’Italian Playwrights Project per una due giorni di incontri, letture, testimonianze video sul loro lavoro: il 13 dicembre il MaMa ospita, nel suo Downstairs Theatre, un incontro sulla drammaturgia di Marco Martinelliguidato da Frank Hentscher, direttore del Martin E. Segal Theatre Center e curatore con Valeria Orani (Umanism NYC e 369gradi) dell’Italian Playwrights Project. Il 14 dicembre, invece, alla Casa Italiana Zerilli-Marimò sede del Department of Italian Studies della New York University, si terrà un incontro con Federico Rampini – giornalista, scrittore, corrispondente dagli Stati Uniti per il quotidiano “la Repubblica”, per sottolineare l’estrema attualità dell’opera dantesca e l’esperienza del Cantiere Dante con la messa in scena dell’Inferno che ha coinvolto l’intera città di Ravenna nel 2017.


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