Incontro con Roberto Manfredi e il suo libro Artisti in galera

Milano lunedì 26 novembre Spazio Oberdan Cineteca Italiana

Roberto Manfredi La nuova collaborazione tra Skira e la Fondazione Cineteca italiana all’insegna del dialogo fra arte, cinema e musica continua e propone un nuovo speciale appuntamento con Roberto Manfredi e il suo ultimo libro Artisti in galera. Nata lo scorso ottobre con la creazione del bookshop temporaneo Short Shop allo Spazio Oberdan, l’iniziativa propone un ciclo di incontri su nuovi titoli Skira seguiti da proiezioni di film attinenti agli argomenti trattati.

Lunedì 26 novembre ore 18.30 Artisti in galera di Roberto Manfredi

Il lato oscuro dello star system è sempre stato ignorato, nascosto, persino censurato. “Più stelle che in cielo” era il motto della Metro-Goldwyn-Mayer ma molte di quelle stelle sono cadute, precipitate in abissi esistenziali, crimini e scandali che le hanno condotte in un mondo senza luce: il carcere!

Il viaggio nel buio ha coinvolto anche tantissimi artisti della musica, dal jazz al rock fino all’hip hop e alle frange più estreme del death metal. Per molti di loro l’esperienza carceraria è stata persino formativa, per altri devastante, come nel caso di Phil Spector che se pur gravemente malato, è destinato a morire in prigione.

Artisti in galera

Artisti in galera è un percorso nel “braccio” della musica e nel “braccio del cinema”, epoche e esperienze diverse, di artisti diversi, ma in qualche modo collegati tra loro: vite percorse su un filo di lana, molte volte in opposizione allo stesso sistema che li ha eletti a icone per intere generazioni.

Roberto Manfredi

I fatti, i dati e le testimonianze raccolte sono il risultato di lunghe ricerche iconografiche dell’autore, Roberto Manfredi, appassionato biografo e autore televisivo.

Da Billie Holiday a Chet Baker, da Lenny Bruce a Roman Polanski, da Johnny Cash a Pete Townshend, da Frank Zappa a Sean Penn, sino a Vasco Rossi, Mia Martini, Marilyn Manson, Lindsay Lohan e tanti altri.

Film

Let’s get lost (1988) splendido film-documentario in cui il fotografo e regista americano Bruce Weber aveva ripreso, senza saperlo, quello che si sarebbe rivelato l’ultimo anno di musica e vita di Chet Baker, uno dei più grandi trombettisti bianchi della storia del jazz.


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