Giovanni Testori Lui era uno che con l’arte si sporcava le mani

Un’altra serata de L’altro ‘900 con un grande lombardo

Giovanni Testori Ha detto Giovanni Testori : “La vita è una cosa terribilmente seria, che non può essere buttata, ma che va percorsa come un grande dono e un grande sacrificio, va attraversata tutta, tutta messa sulle proprie spalle, mai evitata, perché diventi luogo di speranza e non di disperazione”. A venticinque anni dalla morte, avvenuta a Milano nel marzo del ’93, Giovanni Testori è ancora presente tra gli affetti che con lui hanno condiviso arte, palcoscenico, pagine e momenti di vita familiare. Sono molti a ricordarlo in “L’altro ‘900”, il programma di Rai Cultura firmato da Isabella Donfrancesco con Alessandra Urbani per la regia di Laura Vitali in onda questa sera alle 21.15 su Rai 5. A seguire, Rai Cultura propone in versione restaurata il film “Rocco e i suoi fratelli”, in onda dalle 22.10, ispirato all’opera di Giovanni Testori “Il ponte della Ghisolfa” e introdotto da Cristina Battocletti.

L’allievo Luca Doninelli

Riassumere le forme d’arte o voler fare ordine in una imponente produzione di questo poliedrico grande lombardo, che ha tra i suoi antenati letterari Manzoni, Gadda e Carlo Porta, è impossibile, come specifica l’allievo di Giovanni Testori, lo scrittore Luca Doninelli, autore delle “Conversazioni con Testori” e di “Una gratitudine senza debiti. Giovanni Testori, un maestro”.

La Fondazione Mondadori

Una puntata segnata dai suoi luoghi: in primo luogo la casa di famiglia di Novate Milanese, affacciata sull’antica fabbrica paterna, oggi spazio aperto alle arti e alla memoria dello scrittore; poi il Sacro Monte di Varallo, con le opere di Tanzio da Varallo e di Gaudenzio Ferrari, l’artista celebrato nel Gran Teatro Montano testoriano. Accanto a questi, la Sala Giovanni Testori presso il Salone Pier Lombardo, ora Teatro Franco Parenti, scelta dalla regista Andrée Ruth Shammah per ricordare l’amico e maestro. Infine la Fondazione Mondadori, che ospita per la Regione Lombardia  gran parte delle carte e dei manoscritti di Testori, e il Parco Testori, che a due passi dal ponte della Ghisolfa ricorda lo scrittore che di quella periferia  ha saputo  leggere il dolore e la poesia.

Il ponte della Ghisolfa

È infatti dalle pagine de “Il ponte della Ghisolfa”, rilette in puntata da Alessio Vassallo,  che Luchino Visconti volle trarre il soggetto per “Rocco e i suoi fratelli” dove la grande commedia umana dei Segreti di Milano trova la sua migliore sintesi. 

Il periodico fiorentino Paragone

Giovanni Testori è stato innanzitutto studioso d’arte sulla nobile scia di Roberto Longhi: è tra le firme di “Paragone” fin dalla prima stagione del periodico fiorentino. Pittore lui stesso e gallerista, ha esplorato ogni genere letterario e ha saldato tutte le linee del suo fare arte nella produzione per il teatro. Fondatore del Salone Pier Lombardo a Milano, con Franco Parenti e Andrée Ruth Shammah, che rievoca quel periodo di grandi fermenti intellettuali a metà degli anni Settanta, il nome di Testori è anche legato al ricordo della sublime e scandalosa messa in scena di “In exitu”, apice della sua lunga collaborazione con l’attore Franco Branciaroli.

Le parole di Doninelli

Per Testori l’arte era davvero un fatto imprescindibile e necessario”, dice Doninelli. “Lui era uno che con l’arte si “sporcava le mani”. Di questa vocazione all’arte come vita raccontano i nipoti – Giuseppe Frangi, che da tempo anima Casa Testori a Novate, e il pittore Giovanni Frangi – gli  storici  e critici dell’arte Giovanni Agosti e Davide Dall’Ombra, che presiede l’associazione nata in nome di Giovanni Testori .


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