L’Orchestra Rai suona Kubrick

Da 2001: Odissea nello spazio a Eyes wide shut

Kubrick L’incontro tra musica e settima arte attraverso il cinema di un grande maestro del passato: è interamente dedicato alle colonne sonore dei capolavori del regista, sceneggiatore e produttore hollywoodiano Stanley Kubrick il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che Rai Cultura propone in prima tv su Rai5 questa sera alle 21.15. Al centro del concerto, introdotto dal critico cinematografico Steve Della Casa, una scelta di celebri pagine del repertorio sinfonico entrate a far parte dell’universo cinematografico di Kubrick, alle quali sono accostate le proiezioni di alcune celebri immagini tratte dai suoi film, da “2001: Odissea nello spazio” a “Shining”, da “Arancia meccanica” a “Eyes wide shut”. Sul podio dell’Orchestra Rai è impegnato il giovane Min Chung, direttore associato della Tokyo Philharmonic Orchestra e bacchetta fra le più promettenti.

Stanley Kubric

Sulla valenza estetica della musica per il cinema e sulla preferenza di brani preesistenti a commento dei suoi film Kubrick ha affermato: «Penso che la musica sia uno dei modi più efficaci per preparare il pubblico e sottolineare dei concetti che si vogliono far notare ad esso. L’uso corretto della musica, e ciò include anche il non-uso della musica, è una delle armi più potenti che un regista abbia a disposizione». E ancora: «Per quanto bravi possano essere i nostri compositori di musica per il cinema, essi non sono Beethoven, Mozart o Brahms. Perché usare musica che è meno buona quando c’è una così grande scelta di ottima musica orchestrale disponibile dal passato e dal presente?».

Il programma

Il programma comprende Musica ricercata n. 2 di György Ligeti e il Valzer n. 2 dalla Suite per orchestra di varietà di Dmitrij Šostakovič, da Eyes Wide Shut (1999); la sequenza Dies Irae attribuita a Tommaso da Celano e l’Adagio della Musica per archi, percussioni e celesta di Béla Bartók, da Shining (1980); la Sarabanda dalla Suite n. 4 in re minore HWV 437 di Georg Friedrich Händel, la Marcia dell’Intermezzo da Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart e la Danza tedesca n. 1 in do maggiore di Franz Schubert, da Barry Lyndon (1975); Music for the Funeral of Queen Mary di Henry Purcell, gli Allegri delle Sinfonie da La gazza ladra e Guglielmo Tell di Gioachino Rossini e lo Scherzo della Sinfonia n. 9 in re minore di Ludwig van Beethoven, da Arancia meccanica (1971); l’Introduzione di Also sprach Zarathustra (Così parlò Zarathustra) di Richard Strauss, le Atmosphères di György Ligeti e An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss Jr., da 2001: Odissea nello spazio (1968).


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