L’altro ‘900 Anna Banti

Noi credevamo di Mario Martone

Anna Banti Il mio vero nome, Lucia Lopresti, non mi piaceva. Non è abbastanza musicale. Anna Banti era il nome di una parente della famiglia di mia madre. Da bambina mi aveva incuriosita parecchio…”: così Anna Banti , fiorentina di nascita e calabrese d’origine, parlava del suo nome d’arte.

L’Altro ‘900

Autrice di Artemisia , dedicato alla pittrice Artemisia Gentileschi, e di Noi credevamo , ispirato alle vicende risorgimentali di suo nonno Domenico Lopresti, dal quale è tratto il film realizzato nel 2010 da Mario Martone, Anna Banti è la protagonista della seconda puntata de “l’Altro ‘900”, il programma di letteratura di Rai Cultura firmato da Isabella Donfrancesco con Alessandra Urbani per la regia di Laura Vitali, in onda questa sera alle 21.15 su Rai5.

La vicenda intellettuale di Anna Banti

Registrate presso la Fondazione Roberto Longhi di Firenze e presso il Museo del Risorgimento di Roma, le interviste a studiosi, scrittori, critici raccontano la delicata e complessa vicenda intellettuale di Anna Banti . A guidarci nel suo mondo sono Anna Garavini, scrittrice e curatrice delle opere, nonché amica personale della Banti, gli storici e critici dell’arte Mina Gregori, presidente della Fondazione Longhi, Maria Cristina Bandera, direttore scientifico della Fondazione Longhi e Flavio Caroli, la giornalista Cristina Battocletti.

Il diario

Protagonisti anche il regista Mario Martone e allo scrittore Giancarlo De Cataldo, che hanno dato vita al film Noi credevamo , che Rai5 trasmette in coda al documentario, a partire dalle 22.05. “Il film accosta e intreccia vari materiali, in primo luogo il finto diario di Domenico Lopresti, al centro del romanzo”, dicono Martone e De Cataldo, che insieme hanno elaborato una poderosa sceneggiatura per un’opera corale.

Come nel romanzo, anche il film utilizza il fattore diacronico per riflettere sul nostro tempo, accostando anche nelle scelte sceniche paesaggi tipici dell’Italia preunitaria con elementi architettonici del nostro presente, come sottolineano Martone e la critica cinematografica Cristina Battocletti.

Il film

Il film – con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Toni Servillo, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani – racconta  la storia di Domenico, Salvatore e Angelo, tre ragazzi del Sud Italia testimoni della feroce repressione borbonica dei moti del 1828, decidono di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Le loro esistenze, sospese tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche, si svolgeranno sullo sfondo della più sconosciuta storia dell’Unità d’Italia e verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari.


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