La vera storia di Lana Turner La pupa e il gangster

Una storia d’amore che finì molto tragicamente

lana turnerLana Turner la conosciamo tutti per essere stata una grandissima diva del cinema americano negli anni 40-60. Ma c’è una storia, molto meno nota, e riguarda la sua vita priva. Vi racconteremo la storia dell’amore, finito malamente, tra una delle più famose, chiacchierate e scandalose dive e un vero gangster, uno che sparava, uccideva e rapinava le banche per davvero e che la prigione non l’ha mai vista perchè temuto da un intera città. Ma è anche la storia di una povera bambina, divenuta celebre suo malgrado.

Los Angeles, 4 aprile 1958, venerdì santo, sera, verso le 10-11

Siamo dalle parti di North Bedford Drive, zona Beverly Hills, dal numero civico 730 si sentono degli schiamazzi. I vicini neanche si lamentano o vanno a vedere cosa succede, ormai è la prassi, che sia pieno pomeriggio, mattina o sera come adesso. La lite è tra un uomo e una donna, una coppia che ha preso in affitto la casa qualche mese prima. Lei è una famosissima diva del cinema, mentre lui, sulla carta ha un negozio di articoli da regalo, ma in realtà è un semplice gigolò. Anzi, è un gigolò con la passione per il gioco d’azzardo. Anzi, è tutto questo ma è principalmente un ex gangsters, uno di quelli che ha ucciso parecchia gente, ex guardia del corpo personale di Mickey Cohen, il boss supremo di Los Angeles.
 
Poco dopo squilla il telefono dell’avvocato di Jerry Geisler, il più famoso avvocato in città, con nel palmares clienti come Busby Berkeley, Erroll Flynn, Robert Mitchum, Charlie Chaplin, la madre di George Reeves  e molti altri. “Sono Lana Turner. È successa una cosa terribile. Può venire a casa mia?“. L’avvocato esce di corsa di casa imbocca la North Bedford e arriva a casa dell’attrice. Gli viene aperto dalla donna, zampillante come una fontana. Tutta la camera da letto è sotto sopra e proprio li in mezzo, sul tappeto rosa, giace senza vita, con una enorme chiazza rossa sottostante, un uomo.

In un angolo la figlia di Lana, Cheryl, sotto shock, bianca come un lenzuolo

Dopo aver deciso bene cosa dire alla polizia e alla stampa, molto più importante chiaramente, vennero chiamati tutti quanti, compresa, massì, un’ambulanza. La causa della morte venne decretata come “pugnalata all’addome, che ha penetrato il fegato e l’aorta, provocando una massiccia emorragia”.
Quindi l’ennesima lite tra i due questa volta si è conclusa in malo modo. La donna ha preso un coltello e ha inflitto il colpo all’uomo, vuoi perchè minacciata, vuoi per legittima difesa, vuoi per chissà quale altro motivo. No, l’assassino fu qualcun’altro, ma prima di avventurarci in questa storia, è cosa buona e giusta fare un passo indietro per conoscere meglio Lana e Johnny.

Lana Turner nacque a Wallace nell’Idaho nel 1921 Famiglia povera, babbo minatore, niente da fare per tutto il giorno e nessuna prospettiva felice per il futuro

Poi tutto cambia con il trasferimento a San Francisco all’età di 6 anni. Neanche il tempo di lasciar giù le valigie che il padre viene ucciso dopo una partita a carte in una bisca clandestina. La madre decide di mandare Lana a Los Angeles, città molto più tranquilla (…) dove viene sballottata da una casa all’altra. Qui finisce la sua infanzia sfortunata e iniziano i successi. Una parte della sua vita che Hollywood tenterà di nascondere per tanto tempo, ma ne riparleremo.

lana turnerAll’età di 16 anni è una bellezza che non riesce a passare inosservata

La leggenda vuole che venne scoperta un giorno, mentre era al bar Shwab, frequentato dai bravi ragazzi, mentre si gustava un innocente gelatino alla crema avvolta nel suo maglioncino. Le si avvicinò Zeppo Marx, diventato agente del cinema e le chiese se voleva apparire sul grande schermo. La risposta, “devo chiedere alla mia mamma“. Balle, le prime della sua vita, inventate da lei o fabbricate da altre. In realtà era al Top Hat Cafe, un bar meno rispettabile ma non per questo malfamato, e si trovava li perchè non aveva voglia di andare a scuola. La risposta probabilmente fu un secco “Oh era ora che me lo chiedesse qualcuno!“.

La nota del maglioncino è importante perchè a breve lei diventa la sweater girl, la ragazza del maglione o del pull over

Nel film Vendetta del 1937 debutta con un ruolo che la proietta subito nell’immaginario di tutta America. E’ una giovane studentessa, con maglioncino ovvio, che viene violentata e uccisa. Ruolo piccolo e tutto all’inizio (il resto del film è il processo) ma indelebile. Primo perchè tutti si affezionano alla povera ragazzina, secondo perchè si intravedono forme -bocce volgarmente- sotto quel maglione che infiammano i sogni di tutti i maschietti. “Non avevo capito granché della sceneggiatura ma ricordo che mi avevano dato dei vestiti bellissimi“, il suo ricordo. Per di più, da bruna, diventa una bomba bionda e c’è solo da arrendersi davanti a quell’ensemble.
 
La sua carriera sarà piena di successi e ruoli celebri, ma sarà la sua vita privata a portarla sempre sui maggiori giornali nazionali. Ama gli uomini, terribilmente, dichiara appunto “Trovo gli uomini terribilmente eccitanti, e se una ragazza dice il contrario o è una zitella, o una tata anemica o una santa“. Era il tipo di ragazza à la Clara Bow una di quelle alla mano, anzi, in questo caso ninfomane per davvero, che se la incontravi una sera, anche se eri una nullità ma sapevi giocarti bene le tue carte, te la portavi a letto.
 
Non ne faceva mistero, si sentiva sola e aveva bisogno di baci, carezze, romanticismo. Disse “Ho sempre sognato di sposarmi e avere sette figli“, solo che fece il contrario “ma mi sono sposata 8 volte e ho avuto una sola figlia”. Del tipo, Liz Taylor fatti da parte.
Mentre la MGM la piazza in tutti i film con Gable (se facevi un film con lui, eri arrivata, questo era il segnale) e tramite i suoi fixers, gli “aggiustatori”, maschera ogni sua marachella, lei si innamora di un uomo undici anni più vecchi di lei, il leader di una big band jazz di Los Angeles, Artie Shaw. Lei decide che è il suo uomo la sera stessa che lo vede. Scopro presto che è un ubriacone e uno stronzo. Litigano, se menano, lei rimane incinta, abortisce per dispetto, lui vuole il divorzio, fine.

Quattro mesi in tutto

Allora passa da una cotta all’altra, Frank Sinatra, Howard Hughes, Tyrone Power (l’unico che ha davvero amato ma troppo possessivo), Fernando Lamas. Di nuovo d’impulso sposa un secondo fesso. Due volte. Stephen Crane. Perchè due volte? Perchè la prima volta, dopo circa 8 mesi, scopre che l’uomo è tuttora sposato con un’altra (e pure padre). Divorzio per legge e lei non ne vuole più sapere, finchè lui non minaccia il suicidio. Ok, riproviamoci. Nasce anche una bambina, Cheryl, e proprio quando tutta Hollywood vede e crede in una Lana normalizzata, madre, adulta, lei ri-ri divorzia.
 
In aggiunta, fa Il postino suona sempre  due volte, noir dove interpreta Cora, una giovane moglie che organizza con l’amante l’assassinio del ricco, grasso, brutto e greco marito. Seguono altri due matrimoni prima di arrivare a inizio racconto (e ne seguiranno altri tre), uno con Henry J. Topping, Jr., che la buttò giù dalle scale, e con il tarzan della tv Lex Barker, che la schiaffeggiò in pubblicò e le rovesciò un bicchiere di champagne in faccia da Ciro’s.
La MGM deve correre ai ripari, troppi uomini ma non possono metterle la cintura di castità. Allora, in piena epoca di riscoperta di Freud, tirano fuori il suo vero passato.Ma certo, ti piace il sesso perchè sei povero. E’ lapalissiano. E giù a raccontare e esagerare, il suo passato nell’Idaho e del babbo morto.
Si ma i flop si susseguono e non ne vale più la pena. Dopo 18 anni di “onorato” servizio, Lana viene scaricata. Troverà un altro contratto no? Si, ma non i fixers della MGM. Ed è qui che entra in scena Johnny, Johnny Stompanato AKA Valentine.

lana turnerPrima di arrivare a LA, Johnny fece una vita da film (anche dopo, ma un film diverso)

Arruolato nei marines e mandato al fronte nel 1940, rimase post conflitto in Cina, dove lavorò in un ufficio a Tianjin. Immaginatevi il gangster Stompanato in ufficio, mah… Qui sposa una donna turca di sei anni più anziana e si converte all’Islam. Poi dal nulla parte per l’America. Fa il garzone e manda avanti il negozio The Myrtlewood Gift Shop, che poi sarà suo, dove vende oggettini del cavolo che spaccia per opere d’arte.

In questo periodo, fine anni 40, inizia l’irresistibile ascesa del boss Mickey Cohen, ex pugile, che in pochi anni conquisterà tutta la città. In breve, faceva quel cavolo che gli pareva, roba che neanche vi immaginate. Siccome però era sempre sotto tiro della polizia e di ipotetici rivali, trasformò la sua casa in una fortezza, e assunse una guarda del corpo personale, Johnny. Sotto la protezione di Cohen, Stompanato non ebbe più limiti. Rapinava tutte le gioiellerie che voleva, era violento, un animale.

Nel tempo libero invece si dedicava alle stelle di Hollywood. Johnny era bello si, ma non bellissimo, aveva il classico fascino latino, la mascella squadrata, i capelli neri, fulgifi e unti, muscoloso, possente ma era una mezza bestia. Parlava poco e male, era molto ignorante, non sorrideva mai, era chiuso. Fascinoso, elegante, tenebroso, ma la classica persona che appena apre bocca rovina tutto. E allora perchè una come Ava Gardner (ex di Sinatra. Quando Johnny divenne violento con lei, Frank andò di persona da Cohen a implorare di mettere al guinzaglio il suo uomo) gli era caduta ai piedi?  Perchè andava sempre in giro con Oscar. Alto 30 cm, era abbastazna conosciuto in città e desiderato dalle donne proprio come la statuetta dell’Academy. Si era il suo pene, si dice fosse anche più grosso della statuetta.
 
Nel frattempo Lana si era appena mollata con Barker e si sentiva sola. Johnny fece di tutto per ottenere il suo numero e la chiamò proponendole una cena, così per provare, se non funzionava tra i due, finiva tutto li. Funzionò e alla grande.
 
Amore amore e amore passionale come non mai. Liti, botte, pugni, viaggi fino in Messico fatti di sesso furente e riconciliatorio (con i vicini a distanza di km che si lamentavano per le urla), lacrime ma riappacificazioni, carezze e lettere d’amore. Johnny girava con un braccialetto d’oro con la scritta Lanita e non faceva segreto della loro unione. Lei invece doveva stare più schisca (bassa) e negare. “Io con un gangster? No no, solo amici“. E tutti ridevano.
Quando andò in Inghilterra per girare Estasi d’amore, le lettere si fecero roventi (e rispunteranno fuori più avanti) e giunti al massimo della sopportazione di questa lontananza, Lana affittò una casa enorme nella zona ricca di Londra dove mise il suo amato.
Johnny andava a trovarla anche sul set e qui vide il suo collega, l’attore co protagonista, Sean Connery. Giovane, bello, sicuro di se e soprattutto suo amante nel film. Geloso come pochi, Stompanato tirò fuori una pistola e la puntò contro Connery minacciandolo di girare al largo dalla sua Lanita. Il futuro James Bond lo stese con un cartone.

Back to America

Lana da tempo voleva rompere, era stufa dei suoi abusi, delle sue violenze e delle dolci frasi come “Io ti rovino, ti apro la faccia a suon di coltellate, non avrai più una carriera e nessuno ti riconoscerà più“.  In più modi aveva tentato di rompere ma non c’era verso di farlo sparire. Lui non reagì neanche troppo bene quando ricevette un no alla domanda “Eh dai, andiamoci insieme, mano nella mano alla serata degli Oscar no? Che te frega se ci vedono tutti?“.
E poi avvenne quella serata.

Se non è stata Lana, chi ha accoltellato Johnny? E’ inciampato sul coltello? Eh allora chi può essere stato? Un ladro? Cheryl la figlia 14enne?

Ebbene si. Proprio lei. E chi se la beve? Nessuno, o forse tutti. Secondo la ricostruzione, Cheryl, sentendo i due litigare, andò in cucina, prese un coltello di 25cm e lo ficcò nell’addome di Johnny. L’uomo barcollò, la guardò e disse “Mio Dio Cheryl, cosa ti ho mai fatto?” (in effetti non fece mai nulla a lei, c’era un buon rapporto). Poi cadde a terra e con la bocca piena di sangue trapassò. Lana tentò una respirazione bocca a bocca ma non c’era più nulla da fare.
E’ plausibile? Insomma, classico caso in cui chiunque pensa che ci sia sotto una magagna. La povera ragazzina usata per nascondere l’efferato (anche se giustificabile) gesto della madre.
 
Bè Cheryl venne mandata al carcere minorile e nei giorni successivi iniziò il processo. Lana continuava a sostenere che lei e Stompanato non fossero amanti ma alla lontana conoscenti. E qui entra in gioco Mickey Cohen che parecchio inferocito con Lana decide di vendicare il suo ex gregario. Manda tutte le lettere d’amore che trova a casa di Johnny al giornale The Examiner dove si legge “Para Juanita (Johnny ndr), mi amor y mi vida – Lanita” oppure “ le tue carezze così ardenti che mi fanno male… E’ meraviglioso ma è anche terribile… Sono tua e ho bisogno di te, il mio uomo“.

Adesso cosa risponde signora Turner?

Ma la reazione della polizia e del tribunale fu circa “Eh vabbè, era un latino, un uomo di passione, un gigolò, facile cadere nella trappola di uno così”. Perciò il processo fu incentrato su se fosse un omicidio per legittima difesa o no.
Lana andò a testimoniare e tutti, ma proprio tutti, furono convinti che quella, era stata la sua più grande interpretazione di sempre. La voce strozzata, le lacrime, le pause, i singhiozzi, tutto calcolato, tutto perfetto. Il racconto straziante di un uomo violento che la malmena e una povera bambina innocente che arriva con un coltello, solo come minaccia ma che finisce dentro Stompanato perchè giratosi di scatto. Oscar!!! datele qualcosa, un premio, una targa!
Nessuno ci crede ma che performance. Tuttavia è Hollywood e il morto è un gangster violento e italoamericano, insomma…non importa. Tutto è bene quel che finisce bene. Il verdetto non è unanime, non era richiesto, ma decide che si è trattata di legittima difesa.

E intanto la stampa ci sguazza. Lana l’ha fatto perchè assunta dalla mafia? Cheryl era innamorata di Johnny? (un uomo al processo si alzò e lo gridò)

I columnist erano tutti dalla parte di Cheryl, “il mio cuore sanguina per Cheryl” scrisse Hedda Hopper, mentre il solo Walter Winchell prese le difese di Lana: “ E’ fatta di raggi di sole e di sguardi azzurri, di capelli di miele e di curve ondulanti. È Lana Turner, la Dea dello schermo . Ma d’un tratto, la magia scompare, e calano le ombre. Tutta la crudeltà segreta viene a galla. Lana è aggredita da cronisti spietati, lapidata dagli articoli di fondo, minacciata di venir privata della sua creatura. E, naturalmente, è la virtù offesa a gridare più forte. A me pare sadico sottoporre Lana ad altre torture… Nessuna punizione potrebbe farle più male di questo ricordo da incubo con cui è condannata ormai a vivere fino alla fine dei suoi giorni… Voglio esser breve: date il vostro cuore alla ragazza dal cuore spezzato “.

Gloria Swanson sbottò “Walter per me è disgustoso che tu cerchi di rifare una verginità a Lana. Non sei un leale americano… sei finito, Walter, e tutti lo sanno all’infuori dì te. Quanto alla povera Lana Turner, l’unica cosa vera che tu abbia detto sul suo conto è che dorme con la camicia da notte di flanella… Non è nemmeno un’attrice… Lana è soltanto una puttanella“.Ad aggiungere stranezze alla vicenda, in quel periodo uscì nelle sale I peccati di Peyton Place, con una superba scena al banco dei testimoni di Lana. Che tempismo! La gente in sala gridava “Vai Lana, siamo con te!”.

Neanche la famiglia di Stompanato, rimasta nell’Illinois, aveva creduto alla faccenda e aveva portato di nuovo in tribunale Lana per falsa testimonianza con una accusa da un milione di dollari. Miss Turner mandò una letterina con 20 mila dollari e nessuno si fece più vivo. Vengono via con poco.
Un anno dopo circa, uscì Lo specchio della vita (Imitation of life titolo perfetto) di Douglas Sirk, ultimo grande film di Lana prima di scivolare sempre più nell’oblio. Un kolossal drammatico: 1 milione di dollari in vestiti, la storia di una madre single che cerca di sfondare come attrice, una super colonna sonora e la figlia teenager che si innamora del fidanzato della madre. Chissà da dove l’avranno presa questa storia?


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