Unesco Archivi fondamentali per diritto al sapere

Alla conferenza mondiale Fiat Ifta, il direttore dell’Ufficio Regionale dell’Unesco per la Scienza e la Cultura in Europa

Giornata Mondiale AlimentazioneLa rilevanza degli archivi non sta solo nella loro funzione di protezione, ma è loro responsabilità garantire una facile accessibilità alle informazioni conservate: solo se il patrimonio qui memorizzato è accessibile, gli archivi possono svolgere un ruolo nel raggiungimento del diritto al sapere. Oggi questo significa anche avere il diritto di accedere direttamente alle informazioni alla fonte, che sono informazioni veritiere. Sempre più persone, invece, sono o stanno diventando vittime passive di notizie, informazioni e fatti falsi e distorti”.

La verifica dei fatti

Così – nella giornata di apertura della Conferenza Internazionale degli Archivi Audiovisivi organizzata da Rai Teche a Venezia – Ana Luiza Massot Thompson-Flores, direttore dell’Ufficio Regionale dell’UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, parla ai 250 delegati dei maggiori broadcaster mondiali, impegnati nella conservazione dei propri patrimoni audivisuali. Da lei un appello a considerare l’importanza degli archivi contro le fake news e la necessità di renderli il più possibile accessibili proprio per il contributo che possono dare alla verifica dei fatti e, insieme, alla tutela della memoria dei popoli.

Ci vuole impegno

Nel sottolineare l’impegno dell’Organizzazione nella conservazione dei patrimoni audiovisivi, il direttore ripropone anche quanto dichiarato in passato dal poeta messicano Jaime Torres-Bodet, direttore generale dell’UNESCO dal 1948 al 1952: “Gli archivi – ricorda – piuttosto che vasti cimiteri, sono luoghi in cui si possono trovare esperienze, avventure, rischi e drammi della società. Sono fondamentali per la continuità della coscienza umana e per la possibilità di un buon governo: contengono le tracce istruttive della vita. E questa – conclude Ana Luiza Massot Thompson-Flores – è la convinzione che ancora orienta le attività dell’UNESCO: il passato deve essere preservato e ricordato come un ‘deposito’ fondamentale di risposte e consigli per le sfide del futuro”.


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