Cina L’Impero del tempo

Il crollo della dinastia Ming

Cina Con la morte di Matteo Ricci e il crollo della dinastia Ming a favore di quella Manciù per i gesuiti sembra mettersi male: la maggior parte del loro lavoro scientifico e dei loro sforzi evangelici è distrutta. Tuttavia, un confratello di Ricci, il gesuita tedesco Johann Adam Schall von Bell, riesce successivamente a convincere il “Gran Segretario” del principe reggente Dorgon, ancora una volta con una predizione accurata di un’eclisse parziale di Sole che umilia gli astronomi imperiali.

a.C.d.C.

Una storia raccontata dalla seconda parte del documentario Cina l’impero del tempo , in onda questa sera alle 21.10 su Rai Storia per “a.C.d.C.”, con un’introduzione del professor Alessandro Barbero. Schall ottiene la direzione dell’ufficio astronomico di matematica e dell’osservatorio imperiale e vi integra anche degli studiosi cinesi convertiti al cristianesimo.

Entra, inoltre, nelle grazie del giovane imperatore Shunzhi che lo vuole come consigliere scientifico. Schall viene successivamente raggiunto dal confratello belga Ferdinand Verbiest. L’imperatore Shunshi muore però di vaiolo e si scatena una lotta di successione, in questa fase riemerge l’odio per gli “usurpatori occidentali”, fomentato dai mandarini che precedentemente erano a capo dell’ufficio matematico e dell’osservatorio.

Fu sepolto vicino a Matteo Ricci e Adam Schall

Schall, Verbiest e altri confratelli vengono arrestati. Il vecchio gesuita tedesco muore. Con l’ascesa del nuovo imperatore, Kangxi, Verbiest torna invece a rivestire il suo ruolo, sconfiggendo in varie prove e predizioni i suoi avversari, pubblicamente. L’amicizia tra Verbiest e l’imperatore crescerà, il gesuita otterrà la riammissione di numerosi confratelli esiliati e sarà elevato al più alto grado della gerarchia dei mandarini. Morirà nel 1688 e sarà sepolto vicino a Matteo Ricci e Adam Schall.


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