Justin Theroux

Non rifletto molto sul significato dei miei tatuaggi

Attore dal talento istrionico,Justin Theroux regista e sceneggiatore, fervente animalista, laureato alla Bennington School di Whashington in drammaturgia  e visual art, Justin Theroux , 46 anni, carriera in ascesa (IronMan2, StarWars: The last Jedi, La ragazza del treno, la serie The Leftovers ) e notorietà alle stelle ( non solo per essere l’ex marito di Jennifer Aniston, di cui non parla, a costo di non fare l’intervista) è al cinema con Il tuo ex non muore mai di Susanna Fogel, dove l’attore di origine canadese, è una spia che per sfuggire a feroci criminali internazionali, si rifugia a casa della sua ex fidanzata (Mila Kunis).

Justin Theroux «Questo ruolo è saltato fuori all’improvviso – racconta da New York –  c’era Mila Kunis, che mi piace tanto, si girava a Budapest, poi dovevo sparare un po’ in giro, lanciare qualche bomba, divertirmi a fare la spia, e così ho accettato subito.»

Stravizzi E’ sempre così istintivo? Quali sono i suoi esordi?

Justin Theroux «Diciamo di sì. All’inizio degli anni 90, dopo la laurea, mi dividevo tra la recitazione in ruoli assurdi e la pittura: dipingevo murales nelle discoteche. Fino a che non sono arrivati i primi ruoli cinematografici più importanti. In quegli anni, però, sentivo come un dolore interiore, come se le cose non andassero al ritmo che volevo. Ero impaziente. Volevo sempre che le cose accadessero nel modo in cui volevo che accadessero. Poi per fortuna è un po’ passato. Non ci perdo più il sonno, come facevo prima. Adesso sono più paziente e ho un’idea più stabile su quali scelte mi possano rendere felice.»

Stravizzi Vive fra New York e Los Angeles. Che differenze trova tra le due città?

Justin Theroux «Di Los Angeles amo tutti i cliché. Voglio dire, amo la gente che vive a Los Angeles. Qui si vive come se ci fosse sempre una grande festa. C’è un clima fantastico. Ti sembra di condurre uno stile di vita leggermente più sano, potendo camminare all’aperto e fare tutte quelle cavolate salutiste. A New York, si è meno spontanei, ma è questa la sua virtù. Puoi imbatterti casualmente in qualcuno per strada, fare delle cose, andare a prendere un caffè, e tutto molto velocemente. Se vuoi prendere un caffè, passare dal calzolaio, ritirare le cose in lavanderia, a Los Angeles, ci metti un’intera giornata. A New York ci riesci in mezz’ora…»

Stravizzi Il suo primo ruolo di successo è arrivato nel 2001, in un film che è diventato un cult, Mulholland Drive.  Com’è stato lavorare con David Lynch?

Justin Theroux «Non basterebbero un milione, anzi un trilione di superlativi per descrivere quanto amo quell’uomo. È il regista più divertente con cui abbia mai lavorato, uno degli uomini più gioiosi che conosca, al contrario di quello che la maggior parte della gente pensa di lui. Se mi chiamasse e mi dicesse che il suo nuovo film inizia domani e mi chiedesse di farne parte, io lo farei senza esitare. E gratuitamente. Lynch è stato un mentore per me, non solo da un punto di vista professionale ma anche di vita, di pensiero…. filosofico.»

Stravizzi Ha molti tatuaggi. C’è un criterio con cui li sceglie?

Justin Theroux «A dire il vero, non ci rifletto mai molto. Non ho mai pensato: vorrei fare un tatuaggio, ma deve possedere davvero un significato, racchiudere in sé il senso dell’universo ed essere anche un omaggio a mia madre. Ci sono molte persone che disegnano da soli i tatuaggi e poi assillano i tatuatori. Io non faccio nulla di tutto ciò. Vado lì e chiedo: Cosa possiamo fare? E lui: Non lo so, cosa vorresti fare? Quindi direi che per me, un tatuaggio, è tutta questione di umore.»

Stravizzi E’ un artista molto seguito sui social media, pensa che tutta questa immersione nel web, stia rendendo  più difficile la vera comunicazione?

Justin Theroux « Credo che i social media sono solo una specie di macchina da offese, in cui si arriva a gridare tutto ciò che si desidera, e di solito, si urla più forte di quanto lo si farebbe di persona. C’è un livore che mi spaventa. Questi network hanno l’aspetto democratico, ma in realtà non sono una democrazia. Solo perché qualcosa ha tanti like questo non significa che più persone ci credano, e viceversa. È più una dittatura su Internet che una democrazia.»

Stravizzi Molti personaggi popolari ritengono però che sia necessario parlare, esporsi sui social, su temi importanti

Justin Theroux «Penso di avere il dovere di parlarne, ma è complicato. Per le poche considerazioni politiche che ho postato sul mio Instagram, mi è stato subito detto di levarmi di torno, di stare zitto, di pensare solo a recitare, di essere una scimmia ammaestrata. Solo perché sono uno scrittore o recito in una serie televisiva, questo non significa che non sia anche un cittadino e non possa dire quello che penso.»

Stravizzi Attore, scrittore, regista, sceneggiatore, pittore, musicista. Come definirebbe la sua carriera?

Justin Theroux «La mia è una carriera molto bipolare. Non c’è nessuna strategia o senso logico, e penso che la mia pagina di Wikipedia ne sia la dimostrazione.»

Stravizzi Cosa farà prossimamente?

Justin Theroux «Non c’è niente al momento che stia morendo dalla voglia di fare. Nulla che mi assilli. (Ride di gusto). Ci sono delle cose che so che farò. Ma non so ancora quali siano.»


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