E il Sarrismo fu sdoganato dalla Treccani

L’Istituto dell’Enciplodia Italiana inserisce il gioco di Maurizio Sarri tra i neologismi

Sarrismo«Primo trofeo stagionale per Maurizio Sarri: la sua filosofia di gioco, il sarrismo , si aggiudica l’ambitissimo ingresso tra i nostri neologismi. La redazione ha registrato il lemma in un articolo de “la Repubblica” del 6 settembre». Così l’annuncio social dell’Enciclopedia Treccani, che eleva il sarrismo dal gergo pallonaro a filosofia di gioco, ma chissà, forse di vita.

“E se un sarrista batte l’ex squadra di Sarri con il gioco perduto dagli orfani, allora il sarrismo non era una moda ma può essere un metodo”, il titolo di Repubblica citato nella motivazione. Ed è poesia. Poesia “sarrista”, come il campo da gioco solcato dalla purezza di linee che solo il biliardo…

Non conoscete il sarrismo ?

Non seguite il calcio? Una delle migliori spiegazioni del sarrismo , la fornisce indirettamente, Adriano Panatta in quel trailer – diventato in breve virale – del film di Emanuele Scaringi “La profezia dell’Armadillo”. ( QUI: https://www.youtube.com/watch?v=KX5-a4LGC5U ).

Ecco, preferire la bellezza di una morbida voile a una palla lanciata con forza inaudita è sarrismo ; la bellezza che sconfigge l’utilità è sarrismo . Che è come dire, che sarrismo è amore per l’amore. E poi c’è lui, il “Comandante”, Maurizio Sarri, il toscano nato a Napoli – nel quartiere operaio di Bagnoli – che per seguire la sua passione lascia il posto da funzionario in banca e si mette in tuta, ad allenare nelle serie minori.

Lui che approda in serie A a sessant’anni suonati e che quando gli altri mediterebbero una meritata pensione, arriva finalmente nel club per il quale aveva sempre tifato. E a Napoli compie il miracolo, restituisce alla città tutto l’orgoglio della bellezza, si fa amare come solo Maradona lo è stato, pur non riuscendo a raccattare trofei.

Ma nessuno sembra fargliene una colpa tra i tifosi. Tifosi che oggi – diventati tutti un po’ tifosi anche dei blues del Chelsea per stare vicini al Comandante – gioiscono per il riconoscimento. Perché Sarri ha scritto qualcosa che rimarrà nel tempo: ha scritto una bella storia, che è di quelle cose che non si comparano ma che fanno memoria.

Critiche?

Maurizio Sarri ne ha ricevute tante e tante ancora ne riceverà, molte ingiuste, altre corrette. Molte motivate dalle scelte calcistiche, altre dal suo carattere tendente al ruvido (e questo è un eufemismo). Ma il sarrismo – e il riconoscimento di Treccani è una conferma – ormai si è elevato ad arte. Sì, l’uomo degli schemi, l’allenatore che non smette di prendere appunti mentre la partita corre, l’uomo dei droni sul campo da allenamento: ci racconta anche che cos’è l’arte.

Ci dice che l’arte non è spontaneismo, e che l’ispirazione è solo un momento sul quale lavorare, e lavorare ancora. Dove occorre agire di lima e di bulino, sudare e un po’ sporcarsi le mani. Per questo giacca e cravatta non vanno bene, serve la tuta.


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