Sulla mia pelle Gli ultimi giorni di Stefano Cucchi Il pugno nello stomaco Netflix

Presentato a Venezia 75 arriva in contemporanea su Netflix e al cinema, e le reazioni non mancano

sulla mia pelleSulla mia pelle il film diretto da Alessio Cremonini e passato al concorso Orizzonti di Venezia 75, è un importante esperimento per il cinema italiano. Trattasi della prima produzione cinematografica che avrà una distribuzione simultanea sia su Netflix, quindi in streaming, comodamente da casa, e sia al cinema. Da una parte quindi raggiungerà un pubblico alternativo, più giovane e che meno spesso va al cinema e che ha scelto Netflix per comodità e per le serie tv. Dall’altra invece un pubblico più maturo e avvezzo al medium. Come andrà?

Lo sapremo a brevissimo dal botteghino

Per ora però i commenti e le reazioni non mancano e poco hanno a che fare con l’esperimento streaming-cinema. Tutte si concentrano sul film stesso e quello che racconta, gli ultimi giorni di Stefano Cucchi. Stefano era un geometra romano, tossicodipendente, di poco più di vent’anni e morto in circostanze sospette mentre era recluso nel carcere di Regina Coeli. La sua morte diventa un caso di cronaca nera e giudiziaria che cambia per sempre la vita della sua famiglia. Appare fin da subito evidente che il giovane abbia subito delle violenze mentre era in galera. Le guardie del carcere sostengono che fosse già entrato in condizioni critiche a causa della tossicodipendenza, ma è una giustificazione che non ha mai convinto nessuno e che non spiega le tante ferite e lividi.

Il Trailer di Sulla mia pelle di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi

Come detto le reazioni per un film così crudo e al centro della cronaca per molti anni, non si sono fatte attendere. Ilaria Cucchi, la sorella, da sempre in prima linea per la verità, ha denunciato la censura applicata da Facebook “Una valanga di eventi organizzati in tutta Italia per la proiezione. La cosa mi ha fatto un enorme piacere e mi ha scaldato il cuore vedere ancora una volta quanto interesse e quanto calore ci sia intorno a Stefano e a questo bellissimo film su di lui. Devo pertanto confessare tutto il mio dispiacere e la mia amarezza per il fatto che tutto questo sia stato cancellato in un batter d’occhio da Facebook. Scomparso.

Reazioni sdegnate da parte delle forze dell’ordine, come era prevedibile. Il Cocer, organo di rappresentanza dei Carabinieri, ha dichiarato: “Ci sarebbe da indignarsi se si accertasse che lo stesso è stato prodotto con il contributo dello Stato. Infatti apparirerebbe alquanto strano che, con un processo ancora in corso per appurare la verità, organi dello Stato abbiano finanziato un film che sposta in una sala cinematografica un processo che proceduralmente, in uno Stato di diritto, andrebbe svolto in un’aula di Tribunale“.

Donato Capece, segretario del Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria invece ha così commentatoLa storia processuale ci ha visti oltraggiati e infamati senza uno straccio di prova: sia la sentenza di primo grado che quella di appello hanno assolto i poliziotti penitenziari. Lo hanno accertato due Corti e lo ha confermato infine la Cassazione. Nessuno deve più aprire o sollevare sospetti, ci aspettiamo da anni scuse che ancora non arrivano. Il carcere, e chi in esso lavora, non c’entra nulla con la triste vicenda Cucchi. E sarebbe giusto che questo venisse evidenziato nel film“.

 


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