Renzo Piano L’omaggio di Londra

The Art of Making Buildings: alla Royal Academy in mostra l’opera completa dell’architetto genovese

Renzo PianoDalla progettazione del Centre Pompidou, che lo lanciò nel mondo delle stelle dell’architettura, era il 1971, alla sagoma che ha cambiato per sempre lo skyline di Londra, la “scheggia” The Shard, grattacielo datato 2012; all’ancora più nuovo Whitney Museum of American Art di New York. Nel mezzo una carriera strepitosa, che ancora oggi vede il senatore a vita Renzo Piano in prima linea nell’affermazione di un’architettura che si fa anche impegno civile.

Dalla cura delle periferie (salvare le periferie è salvare il futuro, dice); alla sua Fondazione nata nel 2004 per promuovere l’architettura, a quel plastico presentato appena nei giorni scorsi del nuovo ponte di Genova. Lo ricordiamo mentre spiega ai cronisti, come da quel 14 agosto, lui non pensi ad altro, a come restituire memoria, funzione, bellezza alla sua città ferita.

Renzo Piano (classe 1937) come pioniere di un’architettura rivoluzionaria che tocca lo spirito umano

E’ questo ciò che il mondo riconosce all’architetto genovese che nel 1981 fondò il Renzo Piano Building Workshop (RPBW), con sede a Parigi, Genova e New York. Un team di 150 persone che da allora ha realizzato oltre 100 progetti che comprendono grandi edifici culturali e istituzionali, abitazioni e uffici, piani urbani per interi quartieri delle città.

Nato in una famiglia di costruttori, Piano attribuisce grande importanza all’eleganza di strutture che incarnino un senso di leggerezza. Con la pratica di progettare gli edifici “pezzo per pezzo”, riesce a massimizzare l’uso di forme, materiali e ingegneria raggiungendo un’eleganza precisa ma poetica. A lui il comando dell’intero processo, dai sistemi strutturali ai singoli componenti dell’edificio, progettato per prestazioni tecniche ottimali e qualità estetiche e tattili.

Tale è l’importanza di questi aspetti dell’architettura, che i prototipi su vasta scala delle sezioni degli edifici vengono creati durante il processo di progettazione. Questo per testare come i dettagli tecnici più piccoli si “fonderanno” nella composizione nel suo insieme.

Renzo Piano: The Art of Making Buildings

E’ la “poetica” di Renzo Piano ciò che la Royal Academy of Arts mette in scena a Londra da sabato 15 settembre. Primo sondaggio completo sulla carriera dell’architetto che si tiene a Londra dal 1989. Allestita nuove gallerie Gabrielle Jungels-Winkler nei Burlington Gardens, la mostra celebra il  250° anniversario della Royal Academy, di cui Piano è membro onorario.

La mostra offre una panoramica della pratica dell’architetto attraverso sedici dei suoi progetti più significativi, risalenti alla sua prima fase della carriera, quando stava sperimentando sistemi strutturali innovativi, sino a giungere agli edifici dei nostri giorni. Ecco allora i modelli e i disegni del Centre Pompidou, Parigi (1971); del Centro culturale Jean-Marie Tjibaou, Nouméa (1998); del The New York Times Building (2007); The Shard, Londra (2012); Jérôme Seydoux Pathé Foundation, Parigi (2014) e del Whitney Museum of American Art, New York (2015).

Raro materiale d’archivio, modelli, fotografie e disegni rivelano il processo dietro la concezione e la realizzazione degli edifici più famosi di Piano. Ad esempio, in mostra ci sarà uno dei modelli originali realizzati durante il processo di progettazione per la Menil Collection di Houston (1986), che mostra come Piano e il suo team abbiano esplorato con rigore i modi creativi per portare luce naturale nelle gallerie, creando spazi ideali per la visualizzazione di opere d’arte.

Altri punti salienti sono le aste in ceramica bianca dal prototipo 1: 1 del New York Times Building, prodotto per testarne la scala, la superficie e la riflettività; così come i disegni originali del concorso per il Centro Culturale Jean-Marie Tjibaou a Noumea che affascinò la giuria. Al centro della mostra, un focus sull’architetto stesso attraverso 32 fotografie di Gianni Berengo Gardin e un film appositamente commissionato da Thomas Riedelsheimer.

Il fulcro di questo spazio è un’installazione scultorea progettata appositamente da RPBW per la mostra, che riunisce 100 progetti di Piano su un’isola immaginaria. La mostra intende fornire una visione eccezionale del lavoro, delle aspirazioni e dei risultati di un uomo che crede appassionatamente nelle possibilità dell’architettura. Tutto per dimostrare che lungi dall’essere una semplice forma d’arte, l’architettura è una professione complessa che comporta responsabilità sociali, politiche e finanziarie.

Come ha detto lo stesso Renzo Piano: “Questa mostra ha lo scopo di mostrare come costruire edifici sia un gesto civico e una responsabilità sociale. Credo fermamente che l’architettura sia un luogo in cui le persone possano incontrarsi e condividere valori“.


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