Romanticismo a MIlano Grandi mostre d’autunno

MIlano si riscopre capitale del Romanticismo italiano, tra il Polzi Pezzoli e le Gallerie d’Italia

Romanticismo Dimenticate le ore trascorse a sbadigliare davanti a un manuale di letteratura italiana, e mettete da parte il rimpianto (se l’avete), per le lezioni inascoltate di quel vecchio professore che provava a rendervi digeribili gli Inni Sacri del Manzoni. Se è rimasto un residuo di memoria scolastica ma l’interesse per quello che siamo (stati) resta vivo, dal 27 ottobre al 17 marzo, è d’obbligo puntare su Milano. E’ più d’una mostra, la rassegna che sarà allestita tra le Gallerie d’Italia di Piazza Scala e il Museo Poldi Pezzoli si presenta come un’immersione – in 200 opere e diciassette sezioni – nel Romanticismo e in ciò che il movimento culturale ha rappresentato nella Milano dell’800.

Milano capitale del Romanticismo italiano, con i suoi maestri, i suoi letterati, il suo teatro, il suo sentimento patriottico. Milano città europea e già capitale culturale di un’Italia che non esisteva ancora.Curata da Fernando Mazzocca, la mostra è la prima dedicata al contributo italiano al movimento che ha cambiato la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale.

Il Romanticismo fu musica e fu letteratura, fu storiografia e fu educazione

Fu il pensiero che darà vita a quanto le idee successive hanno prodotto sul piano politico: liberalismo e radicalismo, conservatorismo e nazionalismo. Il movimento che enfatizzava l’emozione come un’autentica fonte di esperienza estetica, fu anche tanta arte visiva.

Pittura e scultura capaci del racconto di un’epoca, suo sogno e delle sue illusioni, approfondito nella mostra attraverso gli elementi più caratterizzanti, tra artisti italiani e contemporanei europei, in un gioco di rimandi costanti.

Come spiega Gian Giacomo Attolico Trivulzio, presidente del Poldi Pezzoli, “Il Romanticismo, di cui Milano è stata protagonista indiscussa in Italia, trova nel Museo Poldi Pezzoli una straordinaria rappresentazione “immersiva”: i visitatori percorreranno le stanze del palazzo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli (protagonista della cultura ottocentesca) per scoprire i dipinti e le sculture della mostra, per raggiungere infine la Wunderkammer dedicata a Dante, una delle testimonianze superstiti più emblematiche e affascinanti del Romanticismo nel nostro Paese. Non sarà solo una mostra artistica, ma l’affresco che ritrae la vita culturale e l’atmosfera quotidiana della città nei decenni centrali del XIX secolo”.

Romanticismo Nove le sezioni dedicate al racconto della natura nella sensibilità romantica, un percorso che parte con i paesaggi di Caspar David Friedrich e cita il Leopardi dell’Infinito e la Bronte di Cime Tempestose; la ruvida bellezza delle Alpi e delle dell’acqua che diventa emblema di forza; la dolcezza della campagna e dei notturni, ma anche gli azzurri mediterranei della Scuola di Posillipo, per approdare al nuovo paesaggio urbano che l’industrializzazione andava a costruire, e al sentimento di perduto ispirato dalle rovine antiche.

L’umanità dei diseredati ma anche il ritratto come specchio dell’anima e le nuove interpretazioni del nudo rispetto all’ondata neoclassica passata, gli aspetti legati al corpo umano; e poi una sezione su Manzoni, un’altra sulla pittura sacra e su quella storica; sale dedicate alla scultura, alla celebrazione degli uomini illustri e, infine, alle Rivoluzioni del 1848, epilogo politico di ciò che il Romanticismo aveva instillato negli intellettuali del tempo.

Oltre duecento le opere in mostra per una corposa sfilata di artisti

Il Romanticismo nella pittura italiana rappresentato in esposizione da: Giuseppe Pietro Bagetti, Luigi Basiletti, Ippolito Caffi, Giuseppe e Carlo Canella, Giovanni Carnovali detto il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Battista De Gubernatis, Salvatore Fergola,, Francesco Hayez, Domenico e Girolamo Induno, Angelo Inganni, Giovanni Migliara, Giuseppe Molteni, Natale Schiavoni, Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani, Vincenzo Vela.

Romanticismo All’interno del percorso, l’inserimento di artisti di diversa nazionalità, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Joseph Mallor, William Turner, Jean-Baptiste-Camille Corot, Sil’vestr Feodosievič Ščedrin, Franz Vervloet, Lancelot-Théodore Turpin de Crissé, Karl Pavlovič Brjullov, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Léopold Robert.


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