Italia senza sorrisi Il punto

Occorre segnare ma la porta avversaria è ancora lontana

ItaliaUna media punti disastrosa per il nuovo CT dell’ Italia: 5 partite comprese le amichevoli con  due sconfitte, due pari, una vittoria contro l’Arabia Saudita; dal 1975 ad oggi la peggior media dell’ Italia del calcio.

Per vincere occorre fare gol e poi non dobbiamo fare tanti errori in mezzo ed in difesa”, così Mancini, CT dell’Italia.

E contro il Portogallo, l’ultimo match dell’ Italia nel girone della Nations League, è arrivata una sconfitta senza tante attenuanti. Tiri in porta pochissimi, nella ripresa neanche uno, nessun gol e vittoria firmata dal portoghese Andrè Silva, 22 anni, ex attaccante del Milan.

Migliore in campo per me Jack Bonaventura, benino Donnarumma, peggiori Lazzari e Immobile e così ora in classifica siamo all’ultimo posto nel girone con Portogallo e Polonia e si rischia la retrocessione in questa Nations League.

E tutto ciò cosa significa?                                                                                                                  

Retrocedere vuol dire finire in una classe inferiore (quella attuale è quella più importante in assoluto) e vuol dire presentarsi al sorteggio degli Europei 2020 del 2 dicembre fuori dalle teste di serie.

Un’Italia sempre più modesta, un CT che cambia contro il Portogallo 9 giocatori rispetto alla Polonia, applica un modulo diverso e manda in campo giocatori che non giocano neppure in campionato.                                                                                                                   

La colpa però non è certo solo di Mancini; la nostra qualità ed il  nostro potenziale non è eccezionale,anzi!           

Campioni, in questa Italia, non ne abbiamo, giocatori bravi qualcuno ma nel complesso troppo poco per pensare ad un progetto che ci porti ancora a sognare i trionfi di una volta.

E’ vero, la squadra è giovane, il lavoro di Mancini è appena iniziato, l’ Italia deve ripartire da zero, l’entusiasmo della gente è ai  minimi termini ed i giocatori sono di livello non eccezionale ma la domanda è: possiamo pensare che l’Italia del calcio non sia solo questa, possiamo credere e sperare in una Italia diversa, più competitiva, più squadra, più vincente?

Diamo pure il tempo che serve a Mancini e lasciamolo lavorare in pace, almeno per un po’, ma i conti prima o poi bisogna tirarli e dopo la Nations League ci sono gli Europei e questi li dobbiamo fare e dobbiamo essere almeno un po’ protagonisti. E magari, partiamo per il futuro, da qualche piccola certezza come gli intramontabili Chiellini e Bonucci in difesa, Jorginho in mezzo e Chiesa davanti, cercando un modulo di gioco magari poco spettacolare ma di maggior sostanza puntando più sulla quantità nel complesso che non sulla qualità. E poi occorre fare giocare chi è titolare nella sua squadra, chi conosce bene il nostro calcio e chi ama l’Italia e la sua maglia azzurra.

Le polemiche servono a poco, la fiducia ed i punti però vanno conquistati e subito


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