Fazio – Cottarelli La nuova strana coppia della TV?

Tra le presenze fisse a Che Tempo che fa spunta il nome di Carlo Cottarelli

Fazio La nuova stagione televisiva è appena cominciata, i programmi non sono neppure tutti partiti, ma già possiamo annunciare con un buon margine di certezza, che sarà una stagione calda, caldissima, sul fronte polemico-politico-televisivo. Facile profezia, considerando che ormai da anni – diciamo dall’avvento dei reality in poi, non volendo andare troppo indietro – è il media che aderisce completamente alla società, in un adeguamento al ribasso che ha aumentato il divario: da un lato l’enorme mole di programmi “pop” e dall’altro quelle poche isole di televisione “seria” (tra virgolette) dedicate a divulgazione, approfondimento, servizio pubblico.

Fabio Fazio

Le contaminazioni sono cosa ancora più rara, un esempio su tutti, i programmi di Fabio Fazio , che da sempre ha provato a riportare ad una dimensione popolare temi e nomi notoriamente riservati a un pubblico dal palato fino. E allora ecco passare dal suo salotto, e il più delle volte con buoni esiti di share, un florilegio di scrittori, premi Nobel e premi Oscar, critici d’arte, filosofi, architetti, leader di partito, giudici, ministri e così via… Fabio Fazio patrimonio della televisione italiana, dunque? Eh no, non scherziamo, perchè il conduttore-autore-giornalista di successo – ironia della sorte –  è anche tra i personaggi televisivi meno amati, diciamo pure tra i più maltrattati dalla platea (social).

Accusato da una parte politica di essere “servo della sinistra” e accusato da una parte della sinistra di non esserlo abbastanza, anzi di essere troppo ossequioso verso chi non lo meriterebbe (e qui evito di proposito di fare nomi), al limite del melenso secondo qualcuno. Il nostro l’anno scorso ha raggiunto il suo massimo grado d’impopolarità in occasione del rinnovo del contratto in Rai, quello che per cifre milionarie lo ha riportato a RaiUno. 

Un Polverone

Il polverone polemico sollevato dal caso Fazio è stato grande e non è ancora sedimentato del tutto, sennonché quando il leader dei 5Stelle Luigi Di Maio, annunciò urbi et orbi l’intenzione di chiedere l’impeachment per il Presidente Sergio Mattarella (era il 27 maggio 2017, il 29 ammise lo scivolone ritirando la proposta) lo fece proprio telefonando in diretta a “Che tempo che fa”. Fu così che il giorno dopo, il programma e il suo conduttore si guadagnarono il titolo di “Quarta camera del Parlamento” da parte di qualche giornale che di fatto lo sottraeva nientemeno che a Bruno Vespa. Non era una consacrazione, ma sicuramente la conferma del rilevante peso specifico raggiunto.

Aldo Cazzullo

C’è di nuovo che con la nuova edizione di Che tempo che fa, al via domenica 23 settembre (al lunedì torna anche Che fuori tempo che fa), Fazio fa una scelta di sostanza, chiamando alla sua corte nientemeno che Carlo Cottarelli. Lo ha spiegato lo stesso conduttore intervistato da Aldo Cazzullo: “La presenza di Cottarelli – ha detto a Il tempo delle donne – è un modo per mettere un punto fermo, per essere laici e oggettivi in un momento di scarsa razionalità. Penso sia un dovere del servizio pubblico offrire un’analisi competente su temi che interessano tutti i cittadini”.

Cottarelli, già docente in prestigiosi atenei internazionali, a lungo funzionario del Fondo monetario internazionale, nonchè commissario alla spending review del governo Letta (licenziato da Renzi); a fine maggio era stato incaricato dal presidente della Repubblica di formare il nuovo governo.

Saltata l’ipotesi per il ritrovato accordo tra i partiti vincitori delle elezioni del 4 marzo, l’autunno scorso aveva fondato, presso l’università Cattolica, l’Osservatorio sui conti pubblici. Questo in estrema sintesi, tanto per dire che Carlo Cottarelli è persona di lungo curriculum e soprattutto persona seria (senza virgolette).Ma è ancora tempo di persone serie in televisione? Nell’era dell’odio social sdoganato, del livore sbandierato con orgoglio e del complottismo estremo, la scelta di Fazio di chiamare il professor Cottarelli a spiegare “Che tempo che fa” nel mondo dell’economia e della finanza, è scelta sicuramente molto coraggiosa.

Troppo “scafati” i due protagonisti per non sapere che, al di là delle legittime critiche formulate con correttezza, rischiano entrambi di vedersi riversati addosso un mare di nefandezze nel caso di affermazioni contro corrente. Ma la serietà è anche questo: si chiama coerenza.


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