Carlo Verdone spara a zero sulla commedia italiana Non morde più

Ma la critica è anche alla società di oggi, per la quale non siamo più capaci di stupirci di nulla

carlo verdoneCarlo Verdone è stato per anni l’emblema della commedia all’italiana. Erede di grandi autori e volti come Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, cresciuto tra il papà critico cinematografico e il padre artistico, Sergio Leone, che gli produsse il suo debutto al cinema e alla regia con Un Sacco Bello, è un “uomo di cinema” di profonda e vasta cultura e che quando parla dell’industria di cui fa parte, è sempre cosa buona e giusta ascoltarlo. Adesso che non è più di primo pelo e forse non ha più l’estro e la creatività di un tempo, può analizzare quasi da esterno la situazione attuale della commedia italiana.

Lo ha fatto durante una intervista rilasciata a Il messaggero e noi ve la riproponiamo per chi se la fosse persa proprio sotto i riflettori della Mostra del cinema di Venezia, nella quale non ha lesinato colpi a nessuno e ha tratto un’analisi lucida e netta sullo stato delle cose. “Se la commedia non morde è inutile. Oggi in Italia le commedie sono senza spessore, cioè non scaturite dall’osservazione impietosa della realtà o addirittura dall’indignazione” ha subito aperto. Ma la verità è che il problema è anche dovuto alla società in cui viviamo. Di fatti Verdone ha completato la sua dichiarazione “Non ci stupisce più niente. Chi sgarra viene perdonato o perfino portato in trionfo […] Ed è difficile per il cinema denunciare o fustigare“.

Il cinema comico italiano continua a sfornare titoli a una velocità e costanza incredibile però

Ma anche questa quantità, non piace a Verdone, che vorrebbe più qualità invece. “Ne escono troppi e la gente fatica a distinguerli. E, come se non bastasse, sono interpretati sempre dagli stessi attori. Io, al contrario, cerco sempre attrici e attori sconosciuti“. E proprio sui suoi futuri progetti Verdone ha detto “Dopo aver cavalcato il realismo per oltre tre decenni, voglio inaugurare uno stile nuovo aggiungendo un pizzico di fantasia alla mia storia. Senza rinunciare a graffiare. Il cambiamento politico lo metterei solo sullo sfondo. La gente si è rotta le palle dei politici e non vuole certo ritrovarseli anche al cinema”.

Una nota finale anche sui vari scandali sessuali che stanno scuotendo il sistema, ovunque, non solo in America. “Quel che è successo negli ultimi mesi doveva succedere […] Mi spiace soltanto che per colpa di qualcuno il cinema sia apparso come una culla di nefandezze. Professionisi come Kevin Spacey e Woody Allen sono stati tagliati fuori dalle accuse ma il cinema non può permettersi di perdere il loro talento. Meritano una seconda chance“.


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