I diritti e le conquiste delle donne

L’Italia della Repubblica

donneGli anni ’70, nella società italiana, sono densi di cambiamento e nuove definizioni: il Paese ha bisogno di riforme e il sistema legislativo deve essere adeguato alla società democratica, descritta dalla carta costituzionale. E la storia delle donne si arricchisce di battaglie importanti alla conquista di maggiore libertà e parità e la società civile diventa protagonista.

Lo racconta L’Italia della Repubblica di Clemente Volpini, Davide Savelli e Luca Cambi – con l’introduzione di Paolo Mieli e la consulenza delle storiche Fiamma Lussana e  Anna Scattigno e della scrittrice Lea Melandri – in onda questa sera alle 22.10 su Rai Storia. Ospite in studio, intervistata da Michele Astori, l’onorevole Emma Bonino, protagonista delle battaglie dei radicali a favore dell’acquisizione dei diritti civili e testimone in prima persona del dramma degli aborti clandestini alla metà degli anni ’70.

Il divorzio

L’approvazione della legge sul divorzio del 1970 apre la strada verso la riforma del diritto di famiglia che, nel 1975, sancisce una pari responsabilità tra i coniugi e dà maggior equilibrio a diritti e doveri tra genitori e figli. Un cambiamento fondamentale che era in discussione da anni. La parità in materia di lavoro e le leggi di tutela per le lavoratrici madri arrivano nel 1977. Nel frattempo, temi personali come il potere sul proprio corpo e la scelta della maternità, s’impongono nel dibattito pubblico. “Il personale è politico” diventa lo slogan delle femministe. Si manifesta in piazza per la depenalizzazione dell’aborto, che viene regolamentato con la legge 194 del 1978.

I movimenti femministi

I movimenti femministi e quelli emancipazionisti si uniscono per affermare  la libera scelta della maternità e per chiedere una legge contro la violenza sulle donne. Una legge che tarderà vent’anni ad arrivare.

Il racconto dà anche voce ai protagonisti dell’epoca, con interviste tratte dalle teche Rai: protagonisti e testimoni come Lina Merlin, Loris Fortuna, ma soprattutto, giovani donne, lavoratrici, madri, studentesse che si confrontavano con altre donne ridiscutendo la famiglia, l’educazione dei figli e la libertà di scelta, mentre attorno a loro, l’intera società stava cambiando.


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