I social

Disintossichiamoci dalla barbarie

socialTempi difficili questi. Bella scoperta, direte, quand’è che l’umanità ne ha vissuti di felici? Siamo d’accordo, e a ben guardare è dall’antichità che il ritornello si ripete, senza considerare che ogni tempo è caratterizzato dall’anziano di turno giunto a ricordarci quanto fossero migliori i tempi suoi. E i giovani lì a rispondere con una scrollata di spalle, che argomentare tanto non serve a nulla con chi è animato solo da un’insanabile nostalgia. Ecco, io non vorrei interpretare adesso il ruolo dell’anziano che mugugna, ma se qualcosa su cui tutti si può essere più o meno d’accordo è l’insostenibile pesantezza di questi giorni (e passatemi la mezza citazione) dove tutti hanno un’idea e molti – troppi – pretendono di farcene parte. Maledetti social !

Tranquilli, non starò a dirvi come la penso sulle politiche dei governi passati, presenti o futuri; né punterò il dito contro qualcuno in particolare; difendo le mie idee ma ho il piacere di argomentare con ampiezza e il pudore di non spacciare le mie presunte verità come vangelo. E’ della brutale contrapposizione in cui si dimena questa Italia ciò di cui vorrei dire; io che di contrapposizioni ne ho viste tante e di feroci; io che ricordo bene cosa sono stati gli anni ’70, cosa erano le piazze degli anni ’70, le botte e le guerriglie urbane, i raid e le manganellate.

Rossi e neri

Da un lato i rossi, dall’altro i neri, in mezzo la Polizia e attorno quella che i media definivano la “maggioranza silenziosa”; spettatori che si esprimevano solo nelle urne, al massimo al bar. Entità scomparsa la “maggioranza silenziosa”, concetto vintage come il gettone telefonico, la Fiat 127 e il borsello da uomo. Oggi che silenzioso non è più nessuno e che alle urne ci andiamo sempre in meno; oggi che la maggioranza fa rumore su Facebook e gli scontri, seppure solo verbali (le numerose eccezioni le trascuriamo di proposito), sono la regola.

E allora eccoli vicini di casa che si tolgono il saluto, compagni di scuola bannati a vita, cugini che si disconoscono, ex amici che si rinfacciano il solo fatto di esistere.

Non sarà il momento di dire basta?

E pensare che solo fino a qualche anno fa, Facebook era tutta una foto di vacanze, pizze e compleanni; di scolaresche in bianco e nero, di poesie copia-incollate e saluti da parenti e amici. Non che fossimo migliori, sia chiaro, ma l’incarognimento pubblicamente ostentato è qualcosa che sconcerta e che davvero preoccupa. Incattivimento sul quale c’è chi ha tutto da guadagnare.

E a perderci saremo solo noi, la maggioranza ex silenziosa che conta qualcosa solo quando va a votare. Perchè una cosa è certa, per quanto possiamo URLARE su Facebook, non sarà questo a renderci qualcuno. E allora rimaniamo pure con le nostre idee ma disintossichiamoci dalla barbarie social , torniamo a informarci sui giornali (quelli online vanno benissimo) e usiamo le “reti sociali” per tornare a sorridere e a rilassarci un po’.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .