I fan hardcore di Star Wars stanno uccidendo la saga?

O la causa degli insuccessi degli ultimi capitoli è da ricercare in casa Disney?

star warsStar Wars , abbiamo un problema

Qualcosa nella Galassia non sta funzionando, c’è stato un cambio nella forza. Se ne sono accorti in molti, soprattutto con gli ultimi capitoli, tutti quelli arrivati dopo Il risveglio della forza, il primo capitolo della nuova trilogia. Se ne sono accorti sicuramente i fans che all’inizio hanno solo rumoreggiato e fatto battutine e poi sono balzati in azione, cercando in tutti i modi di salvare la saga. Questo almeno a detta loro. La verità forse però è un’altra, forse sono loro stesso che stanno uccidendo la cosa che amano di più al mondo, Star Wars .

Sessisti, omofobi, con un gusto cinematografico non di certo affinato o vasto (si estende a produzioni blockbusters, che possono sfociare al massimo al fantasy o al film tratto da videogioco), troll online della peggior specie, e in molti casi persino razzisti. Se qualcosa non gli va giù sono pronti a scatenarsi in rete con i peggiori insulti, le peggiori strategie di rappresaglia e le più disgustose molestie di cui siano capaci da dietro un monitor del PC. Ovviamente questo non vale per tutti i fans di Star Wars e al contempo vale soprattutto per chi non è fans di Star Wars ma di altri blockbusters. Putroppo però a causa di questi idioti, anche noi fans del tutto normali, dobbiamo essere etichettati come nerd frustrati e sfigati.

In un lungo articolo apparso su THR e molto discusso e condiviso sui social, il giornalista Marc Bernardin afferma che il fanatismo tossico sta uccidendo la saga di Star Wars.  La nuova linea maggiormente tendente verso il genere femminile, nei ruoli principali, basti vedere Rey (Daisy Ridley) protagonista della nuova trilogia, o Jyn Erso (Felicity Jones) protagonista del primissimo spin off, Rogue One, ha scontentato molti. Idem vale per la scelta di John Boyega nei panni dello stormtrooper che defeziona. Nella trilogia originale, un po’ naive, il bianco sovrstava su tutto e tutti e stessa cosa valeva per il genere maschile.

Le reazioni da troll ignoranti non si sono fatte attendere, ed hanno preso di mira Daisy Ridley e ancora di più Rose Tran, l’attrice di origini asiatiche che ha avuto un ruolo secondario in The last Jedi. Minacce di morte, di stupro, insulti razzisti e sessiti. il repertorio completo insomma. Uno spettacolo disgustoso a cui la giovane attrice, al suo primo grande ruolo, non ha saputo rispondere con forza.

Si è cancellata da tutti i suoi social

Questa sorta di boicottaggio e presa di posizione contro la nuova trilogia e il nuovo andazzo “imposto”, a detta loro, dalla Disney, ha colpito il primissimo film uscito dopo The Last Jedi (amatissimo dai critici ma divisivo per i fans). Solo: A Star Wars Story, nonostante non sia un capolavoro o uno dei migliori della saga, sta andando malissimo al botteghino. Appena, si fa per dire, 270 milioni in tutto il mondo e una perdità stimata di circa 50-100 milioni per la Disney-Lucasfilm.

Come dice Bernardin nell’articolo, il problema non sono i film, ma sono i fans. E su questo non discutiamo, anzi, vi abbiamo appena esposto tutte le criticità che causano i fans ossessivi. Forse però anche Disney sta portando un po’ all’esasperazione gli spettatori. Star Wars ha perso la sua sacralità, la sua magia. Siamo passati troppo velocemente da “Oddio un nuovo Star Wars al cinema, il mio primo!” al “Oddio, un altro Star Wars al cinema…non so se mi va”.

Forse proprio questo clima di svogliatezza verso i nuovi capitoli ha creato un clima adatto per il troll, che non aspetta altro per criticare, seminare zizzania e puntare il dito. Eppure non si rendono conto che stanno pur sempre parlando di qualcosa che considerano un primo amore, la propria famiglia, il proprio credo, la propria religione. Sono arrivati a odiare quello che amano, solo perchè una cosa non gli va. Forse non sono veri fans e dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza.


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