Gino Bartali Giusto tra le nazioni

A Passato e Presente

Gino Bartali Tra il 1934 e il 1954, Gino Bartali è per tutti l’asso del ciclismo italiano. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale Ginettaccio, come è anche chiamato, compie un altro tipo di impresa: salva 800 ebrei dalle deportazioni nazifasciste. Una storia che il professor Stefano Pivato rilegge con Paolo Mieli a Passato e Presente , il programma di Rai Cultura in onda lunedì 28 maggio alle 13.15 su Rai3 e in replica alle 20.30 su Rai Storia.

Da Firenze ad Assisi e ritorno

La Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei è un’organizzazione di resistenza formata da attivisti cattolici. Tra loro c’è anche Gino Bartali , il quale tra l’autunno del 1944 e l’estate del 1945 si mobilita per fornire aiuti percorrendo la tappa più importante della sua vita: quella da Firenze ad Assisi. Tra andata e ritorno, sono quasi quattrocento i chilometri che percorre ogni volta per raggiungere la cittadina umbra, dove la tipografia clandestina della famiglia Brizzi stampa i documenti falsi destinati agli ebrei. Con queste nuove identità centinaia di famiglie riescono a salvarsi.

Gino Bartali diceva “il bene si fa, ma non si dice” e per quel bene fatto ma non detto è diventato “Giusto tra le nazioni”. Nel settembre del 2013, infatti, lo Stato di Israele gli conferisce il massimo riconoscimento: un albero in suo onore nel Giardino dei Giusti dello Yad Vashem.


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