African Fashion Gate veste la pace

La moda dice No al razzismo

African Fashion GateAl giorno d’oggi purtroppo non tutto va come dovrebbe. Ci sono problematiche sociali difficili da eliminare, ma non per questo bisogna stare fermi. Ed è proprio quello che l’organizzazione African Fashion Gate (AFG) cerca di evitare. Infatti una nuova lotta contro il razzismo nel mondo della moda porta il suo nome.

L’African Fashion Gate non resta indifferente

Un’organizzazione no profit, nata nel 2014 e con sede a Dakar, che dice basta alla discriminazione. Nasce infatti come un Laboratorio etico permanente contro i fenomeni di razzismo, xenofobia e antisemitismo nella moda, nelle arti e nello spettacolo. Un progetto che già di per sé acquista un valore inestimabile data l’importanza di questo tema nella nostra società. Proprio per questo, ormai da due anni a questa parte, l’African Fashion Gate si è estesa fino ad arrivare, prima in Tunisia, e poi a Napoli, Foggia, Roma, Milano, Parigi e Londra. Fin dall’inizio l’AFG cerca di tutelare i giovani designer e di creare opportunità al fine di far conoscere le loro collezioni a livello italiano e internazionale. Non a caso collabora anche con SACE, per tutelare le piccole e medie imprese della filiera moda nel West Africa.

Un progetto per vincere questa lotta

Tunisia, Costa d’Avorio, Senegal e Nigeria saranno i protagonisti del nuovo programma “Les Cygnes Noir”. Guidato dal nuovo presidente onorario Fiona Winter Swarovsky, avrà come obbiettivo quello di aumentare il numero di modelle e modelli di colore sulle passerelle. Una questione già denunciata più volte alle Istituzioni Internazionali e che finalmente avrà una svolta. Verranno infatti scelte 5 ragazze tra questi paesi e ospitate a Napoli. Qui avranno l’occasione di frequentare dei corsi di dizione, bon-ton, portamento e moda, a cura di Jelena Ivanovic e Raffaele Paganini. Dopodiché dovranno sfilare in alcuni flash-mob durante le fashion week internazionali. Solo a quel punto saranno pronte per entrare nel mondo delle passerelle.

Non ci resta che augurare la buona riuscita di questo progetto, da considerare un piccolo passo in avanti verso la vittoria di questa lotta.

 


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