Addio Philip Roth E’ stato il più grande

L’autore di Pastorale Americana s’è spento a 85 anni

Philip Roth Per la folla, immensa, dei suoi fan Philip Roth era il più grande scrittore vivente, e ogni suo romanzo un evento storico. Non gli hanno mai conferito il premio Nobel per la Letteratura, e questo, alla luce dei fattacci che hanno riguardato l’Accademia di Svezia, chissà che non rappresenti un merito. Nato a Newark nel New Jersey, il 19 marzo del 1933, Philip Roth , che viveva a New York, è morto nella notte per un insufficienza cardiaca. Nel 1997 aveva vinto il premio Pulitzer per “Pastorale Americana“.

In più di trenta romanzi, questo autore che ha sondato con spietata acutezza e feroce compassione, le profondità dell’animo umano e della piccola borghesia americana, nel 2013 aveva deciso di interrompere ogni rapporto con la letteratura con quella dichiarazione che lasciò sgomenti milioni di fan: «Ho deciso che ho chiuso con la narrativa. Non voglio leggerla, non voglio scriverla, e non voglio nemmeno parlarne». Di lì a poco sarebbe andato a vivere in campagna. Ma nonostante una posizione defilata, Philip Roth non s’è sottratto. Di interviste negli ultimi anni ne ha concesse pochissime, eppure s’è fatto sentire.

La presenza del tycon

Con l’avvento di Trump alla Casa Bianca, sono stati molti a paragonare la presidenza del tycon con quanto paventato da Philip Roth in “Attacco all’America” nel quale immagina un complotto nazista che negli anni ’30 porta al potere Lindbergh. Probabilmente il paragone non gli piaceva, ma nemmeno Trump era di suo gradimento, lo considerava pericoloso non solo per gli USA, ma per l’intero pianetaL’incubo che vive oggi l’America, ed è davvero un incubo, è che l’uomo eletto presidente è un narcisista maligno, un bugiardo patologico, un ignorante spaccone, abietto, vendicativo e un po’ demente. E sto solo minimizzando i suoi difetti” aveva detto e ancora: ” Trump è ignorante di governo, della storia, della scienza, della filosofia, dell’arte, incapace di esprimere o riconoscere sottigliezze o sfumature, povero di ogni decenza” scriveva Philip Roth sul New Yorker.

Da Pastorale Americana, a Lamento di Portnoy, da La macchia umana a Goodby Columbus, la monumentale opera di Philip Roth sarà uno dei migliori racconti del secolo breve da tramandare al futuro. E’ per questo che non potremo mai dirgli addio.


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