Falcone e Borsellino e le stragi di mafia del ’92

A Passato e Presente

FalconeIl 20 gennaio 1992 la Cassazione conferma in via definitiva le condanne del maxiprocesso di Palermo, che nel 1987 aveva smantellato il vertice di Cosa Nostra. Totò Riina, capo indiscusso della mafia, decide di vendicarsi dei referenti politici che non sono stati in grado di “aggiustare” la sentenza e il 12 marzo fa uccidere Salvo Lima, democristiano, uomo di punta della corrente andreottiana in Sicilia. La scia di sangue prosegue con gli attentati ai giudici Falcone e Borsellino fino ad arrivare alle bombe di Firenze, Milano e Roma nel 1993.

Paolo Mieli e il professor Salvatore Lupo analizzano la “stagione stragista” di Cosa Nostra a Passato e Presente , in onda mercoledì 23 maggio alle 13.15 su Rai3 e in replica alle 20.30 su Rai Storia.

Il nemico Giovanni Falcone

L’uccisione di Falcone non è solo una vendetta per gli esiti del maxiprocesso. E’ anche la volontà di bloccare preventivamente l’uomo che sta per diventare Procuratore nazionale antimafia, e dunque un pericolosissimo nemico. La morte di Borsellino è avvolta da un mistero ancora più fitto. Il magistrato era venuto a conoscenza della “trattativa” appena avviata da alcuni uomini del Ros dei Carabinieri con i vertici della mafia. Una delle ipotesi è che il magistrato abbia cercato di ostacolare la trattativa e che proprio questo tentativo gli sia costato la vita.


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