Dogman Marcello non è un debole indifeso ma un debole stupido

Dogman ha vinto a Cannes il premio per Miglior Attore protagonista andato a Marcello Fonte

DogmanDogman , il nuovo film di Matteo Garrone, è stato uno dei film più applauditi e amati dell’ultimo festival del cinema di Cannes, conclusosi domenica 20 maggio. Il film è stato premiato per la miglior interpretazione maschile, andata a Marcello Fonte, bravissimo ed empatico nei panni del bistrattato Marcello, toelettatore per cani del suo disastrato quartiere. Dogman è già uscito in tutte le sale italiane.

Di Dogman ricorderò piacevolmente il talento di Garrone, ritornato a calcare gli stili e le sensazioni de L’imbalsamatore, e ricorderò il lento ma inesorabile odio e livore che monta nello spettatore per tutto il film nei confronti del bullo Simone (Edoardo Pesce). Un odio costruito a puntino da Garrone, maestro anche nella scrittura, che sa far montare una irrefrenabile voglia di riscatto e vendetta anche a chi è comodamente seduto in sala e non sta subendo nessuna vessazione da parte di un criminalotto di quartiere.

Ma ricorderò anche e soprattutto come il personaggio di Marcello mi abbia fatto simpatia e pietà solo all’inizio del film. Marcello è dolce e premuroso sia con i cani, che sono la sua vita, sia con la figlia, che ogni tanto le viene affidata dalla ex moglie. E’ un uomo adorabile, bruttino di aspetto che a cui tutti vogliono bene. Un uomo incapace di dire no e che si farebbe in quattro per i suoi amici. Accettato e difeso ha solo un piccolo difetto. Simone, il bullo violento, sa che può fare di lui quello che vuole. Marcello è un debole, sia mentalmente che caratterialmente che, in maniera evidente, fisicamente,ma questo non toglie che avrebbe potuto sbarazzarsi dell’ombra di Simone, avrebbe, più di una volta, usato il suo punto di forza -la confidenza che ha con Simone- per fare un piacere a tutti i suoi veri amici.

Perchè se è vero che contro Simone, neanche i suoi amici più forti e adulti, possono nulla, è pure vero che a Marcello si presentano due occasioni per “tradire” Simone. Una è quando lo attaccano nel garage degli spacciatori di cocaina, e Marcello lo salva provvidenzialmente. E la seconda è quando prima gli lascia fare il colpo, distruggendo la parete del suo negozio per derubare il vicino orafo, e poi quando potrebbe denunciarlo alla polizia e evitarsi la galera.  Due situazioni in cui l’empatia verso il povero dogman viene meno. E’ lui stesso poi a lamentarsi con Simone, “Io ero amato, ora non mi vuole più nessuno”. Chiamato infame e cacciato da ogni posto abituale di ritrovo, Marcello si rivela per quello che è, un debole si, ma un debole stupido, che ha tradito i veri amici, ha tradito sua figlia, abbandonata per un anno.

Anche nel finale, tutto quello che fa non è per una sua personale vendetta

O meglio, lo è all’inizio, ma poi, quando vede gli amici a calcetto, porta loro in regalo il gesto della sua vendetta. Non è più una cosa che andava fatta perchè era giusta così, ma diventa un gesto fatto solo per accontentare gli amici, per farsi amare di nuovo.

E in quella ultima, laconica immagine, dove rimane seduto, solitario, senza più nessuno vicino, neanche l’odioso e odiato Simone, Marcello ha perso anche noi spettatori che ci eravamo innamorati di lui. Ha perso tutto e se ne rende conto, quando ormai è troppo tardi.

 


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .