Eco e Narciso La mostra del rilancio della Galleria Nazionale Barberini – Corsini

11 nuove sale espositive per un dialogo tra arte antica e contemporanea

 mostra Uno scrigno di tesori straordinari ma troppo a lungo trascurato, anche dal pubblico: la Galleria Nazionale Barberini – Corsini, nonostante i Raffaello, i Caravaggio, i Bernini, gli Hobelin solo nel 2015, grazie alla riforma Franceschini, ha ottenuto la dignità giuridica di museo. Ed è stato il primo passo di un rilancio che, con l’inaugurazione di undici sale nuove, si avvia a compiere un nuovo salto verso la fruibilità che merita, che i cittadini meritano. «Il 18 maggio 2018 si conclude una storia cominciata nel 1949, quando lo Stato italiano acquistò Palazzo Barberini per farne la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica. Il palazzo era a quel tempo in parte occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate e oggi, dopo circa settant’anni, giunge al termine la tortuosa vicenda che ha condizionato lo sviluppo del museo fondato nel 1895 come pinacoteca nazionale», così l’annuncio seguito alla presentazione del nuovo itinerario espositivo e della mostra che inaugura questo nuovo corso.

Una mostra dedicata all’infinita ricerca degli artisti di un’immagine, di un’illusione, di un riflesso da cogliere e congelare nel tempo; una ricerca senza fine come quella Narciso (e la Galleria ospita proprio uno dei Narciso più celebri della storia dell’arte, quello attribuito a Caravaggio) innamorato della propria immagine riflessa nello stagno sino a morirne, incurante dell’amore che consumava la ninfa Eco. Ieri come oggi, questa ricerca non muta, sembrano volerci dire i curatori di “Eco e Narciso“: Flaminia Gennari Santori, direttrice della galleria nazionale d’arte antica e Bartolomeo Pietromarchi, direttore del Museo statale delle Arti del XXI secolo (MAXXI) per un percorso che si snoda fra arte antica e arte contemporanea con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali.

 mostra Le nuove sale

Nel Palazzo Barberini al quale lavorarono maestri del calibro di Bernini e Borromini, le undici nuove sale affacciate sui giardini, sono state restaurate tra il 2015 e il 2017, costituendo oltre 750 metri quadri di percorso espositivo nell’ala dell’”Appartamento nuovo”. Un’alternanza  di monumentali sale di rappresentanza, spazi più intimi e capolavori architettonici recuperati alla fruibilità, come
la Sala Ovale, voluta da Bernini a forma di ellisse; la Sala dei Paesaggi e la scala elicoidale di Francesco Borromini.

La mostra

E’ in questi spazi ritrovati che si dipana la mostraEco e Narciso“: un confronto tra opere antiche (17) e contemporanee (21) che sonda la metafora di Narciso attraverso il ritratto e l’autoritratto, declinati in una molteplicità di sfumature. Il potere, l’erotismo, l’intimità, l’esotismo, la mondanità, la spiritualità, il concettuale, il grottesco. Il percorso espositivo prende via dal Salone Pietro da Cortona, dove la celebrazione della famiglia Barberini del grandioso affresco del Trionfo della Divina Provvidenza, dialoga con le fotografie de Le Ore di Luigi Ontani, artista che ha fatto della rappresentazione di sé il mezzo espressivo privilegiato.

 mostra Tra gli affreschi delle Sala dei Paesaggi, ecco invece Il viaggiatore astrale e Terra, due opere di Maria Lai che rimandano all’idea di paesaggio come elemento costruttore d’identità. La Sala delle Cineserie ospita invece i dipinti di Markus Schinwald a confronto con il Ritratto di filosofo (o Cratete) di Luca Giordano dove si sonda il contrasto tra etica ed estetica. Nel cosiddetto Appartamento d’estate, in origine composto dalla stanza da letto estiva e dalla sala delle udienze del Cardinale, si contrappongono ai ritratti astratti di Michel Butor e Hermann Melville, due degli scrittori preferiti dell’artista Richard Serra, il ritratto di Enrico VIII, di Hans Holbein, e Stefano IV Colonna di Agnolo Bronzino.

Nella grande Sala del Trono, con le monumentali tele di Giovanni Francesco Romanelli e di Cecco Napoletano, ecco invece l’opera di Shirin Neshat, dedicate all’emancipazione femminile; accanto, nella Cappella della sala, ecco allora il famoso ritratto di Beatrice Cenci attribuito a Guido Reni, simbolo della ribellione femminile.

Nell’Appartamento d’inverno del Cardinale, un’opera di Kiki Smith, anche lei molto impegnata sulle questioni femministe; 5 pastelli di Rosalba Carriera e 5 di Benedetto Luti, tutti a rappresentare la donna, sublimata come figura elegante e delicata. Segue il nudo femminile di Pierre Subleyras – uno dei primi dipinti di una donna nuda ritratta dal vivo che non sia rappresentata come una dea o un’allegoria, ma semplicemente come se stessa – è accostato a SBQR, netnude, gayscape, orsiitaliani, etc…, i ritratti che Stefano Arienti ha dedicato a coppie gay reperite su internet, per lo più di una certa età, colti in posizioni molto intime. Entrambi i lavori giocano sul tema del voyeurismo.

 mostra Particolare è la contrapposizione del settecentesco ritratto di gruppo della Famiglia del Missionario di Marco Benefial e The Invisible Man, l’opera realizzata per l’occasione da Yinka Shonibare MBE. Divisi da secoli, entrambi gli artisti rappresentano il diverso, l’esotico.
Si passa quindi nella camera da letto d’inverno e in quella successiva, con una alle spalle dell’altra La Maddalena di Piero di Cosimo e La Fornarina di Raffaello, ritratti uno di una santa e l’altro di un’amante. Le opere di questa sala, come Bent and Fused di Monica Bonvicini, esprimono l’autodeterminazione della donna.

La mostra si chiude nella Sala dei Marmi, qui il busto di Urbano VIII di Gian Lorenzo Bernini, è fiancheggiato dai monumentali ritratti di Giovanni Paolo II, Pape e Mao di Yan Pei-Ming. Gli artisti a distanza di secoli interpretano il tema del ritratto ufficiale, del potente.

Dopo la chiusura di Eco e Narciso , le nuove sale saranno integrate nel percorso di visita delle Gallerie e allestite con opere del Sei – Settecento delle collezioni, in parte esposte già al secondo piano, compresi i dipinti della donazione Lemme.

INFORMAZIONI:
www.barberinicorsini.org | www.maxxi.art
MOSTRA: Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini
CURATORI: Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi
SEDE: Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13
APERTURA AL PUBBLICO: 18 maggio – 28 ottobre 2018


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