È l’ Italia della bellezza Sola Anziana Sfiduciata

Commentando l’annuale rapporto Istat

Italia E così ci ritroviamo in un’ Italia un po’ più vecchia e con sempre meno bambini. Un’ Italia che per il terzo anno decresce, con 100mila persone in meno (siamo 60,5 milioni) e 168,7 anziani ogni 100, il che ci rende il secondo paese più vecchio al mondo. Brutta istantanea quella che l’annuale rapporto dell’Istat rimanda di questo Paese, una fotografia che parla di sfiducia e di paura, di rassegnazione e di solitudine. Certo, sono molti i fattori da considerare per approfondire l’analisi dei dati, tanti, che l’istituto di statistica ci rimanda ogni anno. E se, tutto sommato, c’è la conferma di quella lieve ripresa economica che ha accompagnato il 2017, la condizione degli individui è cambiata poco.

Un dato?

Di fronte alla crescita del tasso occupazionale, troviamo un Mezzogiorno ancora in saldo negativo (rispetto al 2008 – 310 mila unità, – 4,8%) mentre continuiamo a  caratterizzarci per il tasso di occupazione femminile più basso della media europea dopo la Grecia (48,9% contro 62,4%). Non ci sorprenda dunque che si diventa madre sempre più tardi, oggi a 31 anni, nel 1980 a 26.

Eppure se il valore della famiglia è ancora permeante e le relazioni possono contare su una buona rete sociale, scopriamo pure che in Italia circa 3 milioni di persone di 14 anni e più (il 5,8%) dichiarano di non avere una rete di amici, né una rete di sostegno, né partecipano a una rete di volontari organizzati.  La quota di persone senza reti esterne alla famiglia è più alta tra le persone che vivono da sole (7,7%) ed è massima tra gli anziani di 75 anni e più (15,6%).

La carenza  di relazioni diventa poi isolamento per gli anziani che vivono soli, i quali trascorrono il 70,0% del tempo in cui sono svegli senza alcuna compagnia. E con le cifre mi fermo qui. Certo potrei snocciolarne, report alla mano molte altre, ma altro non significherebbe che raccontare coi numeri di ciò che sappiamo già, per esperienza quotidiana. Della solitudine dei vecchi, della sfiducia delle donne verso il futuro, dei giovani che sognano solo di scappare all’estero, di un’economia che arricchisce pochi e ignora i molti, di un Paese che sembra sempre sull’orlo del disastro, ma che in una maniera o nell’altra, col sacrifico dei molti ce la farà. D’altronde siamo pur sempre l’ Italia .


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