Tom Wolfe Morte di una superstar della letteratura

L’autore s’è spento a New York per i postumi di una polmonite

Tom Wolfe Era considerato il dandy della letteratura americana, col suo abito bianco e il cappello di feltro. Tom Wolfe l’autore de “Il falò delle vanità“, s’è spento a New York all’età di 87 anni. Era nato il 2 marzo 1931 a Richmond, in Virginia. Noto nel mondo per la sua opera letteraria, Wolfe – che ha pubblicato solo 4 romanzi in 30 anni –  ha dato il meglio di sé come giornalista, uno dei padri del “New Journalism” con Gay Talese, Norman Mailer e Truman Capote.

Per quel modo di raccontare la realtà in maniera diretta e senza fronzoli, Tom Wolfe sin dagli anni ’60 ha dato origine a una pagina unica del giornalismo dove – tra le altre cose – viene ricordato per aver coniato quel termine di radical-chic che efficacemente quanto brutalmente  descrive quella classe di intellettuali, che nella comodità del loro privilegio, parteggia per le posizioni politiche più estreme. Una satira feroce alla società americana negli anni del “reganismo” è quel “Falò delle Vanità” col quale fece il suo esordio nel panorama dei romanzieri nel 1987. Fu successo mondiale, venduto in milioni di copie, fu poi adattato per il cinema da Brian De Palma nel 1990, con Tom Hanks come protagonista.

Un uomo vero di polemiche

Dieci anni dopo torna in campo con “Un uomo vero“, altro successo ma una pioggia di polemiche. A maltrattare Tom Wolfe furono soprattutto i “tre tenori” della letteratura americana: Norman Mailer, John Irving e John Updike. E’ del 2004 il terzo romanzo Io sono Charlotte Simmons, storia ambientata nei campus americani che con le sue 300mila copie vendute fu quasi un flop (sigh). E’ così che nel 2012 esce il suo ultimo romanzo, “Le ragioni del sangue“, storia non priva di satira su un poliziotto di origine cubana che da un giorno all’altro passa dalla condizione di eroe a traditore della sua comunità.

Il Rolling Stone

Giornalista sin dal 1957, Tom Wolfe ha lavorato presto per il Washington Post e il New York Herald Tribune pubblicando articoli innovativi che da subito colpiscono la critica (anche letteraria). E’ così che tanti suoi lavori per i giornali si trasformano in saggi, andandosi ad aggiungere al corposo elenco di libri non-fiction che lo porteranno ad attraversare i temi più svariati. E’ il 1969 quando il capo di Rolling Stone Jann S. Wenner chiede a Tom Wolfe di collaborare alla sua nuova rivista. L’idillio durerà diversi decenni, accompagnando lo scrittore fino ai suoi ultimi anni. Durante questa lunga collaborazione Wolfe pubblica in quattro parti un testo memorabile “Uomini veri” (The right stuff) trasformato in un libro nel 1979 e nel 1983 in un film diretto da Philip Kaufman. La trama si concentra intorno all’evoluzione tecnologica della NASA. Ancora un successo mondiale.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .