Serena Dandini Catalogo delle donne di valore

Donne eroiche trascurate dalla storia, l’8 maggio in libreria il tributo di Dandini

Serena DandiniDopo la fortuna di “Ferite a morte“, Serena Dandini torna a scrivere di donne. Donne speciali, donne di valore che hanno contributo a scrivere la Storia ma che una Storia scritta sempre dagli uomini ha troppo spesso trascurato. Sono 34 i ritratti di “eroine” ciascuna a modo suo, che Dandini delinea ne “Il catalogo delle donne valorose“, in uscita per Mondadori il prossimo 8 maggio. Donne di lotta e d’intraprendenza, generose e non sempre comprese, a volte perseguitate e alle quali, per emergere, è sempre richiesta una dose in più di forza e tanto coraggio. E gli esiti, pur quando sono ragguardevoli, mai hanno portato a una medaglia.

Serena Dandini «Per semplificare la praticaspiega l’autrice – potremmo dire che, mentre l’Uomo Invisibile è diventato una star cinematografica, le donne spesso sono invisibili e rimangono tali. Eppure le esponenti di quella che una volta veniva chiamata ‘l’altra metà del cielo’ hanno fatto la storia, contribuendo all’evoluzione dell’umanità in tutti i campi possibili: dall’arte alla letteratura, dalla scienza alla politica, non trascurando la cibernetica e la fisica quantistica; ma per uno strano sortilegio raramente vengono ricordate, con difficoltà appaiono nei libri di storia e tantomeno sono riconosciute come maestre e pioniere: in sintesi, si fa fatica a intestar loro persino una strada periferica

Le donne della Storia, la storia delle donne

E allora eccole, donne d’ogni tempo che hanno sfidato la Storia: Ilaria Alpi, uccisa perchè indagava su scomode verità; Kathrine Switzer, la prima a correre la maratona di Boston, era il 1967; e poi Ipazia, cui solo recentemente un po’ di giustizia è stata restituita dal cinema. Lei nel IV secolo, contro i divieti ecclesiastici, osò scrutare il cielo per rivelare il movimento dei pianeti; e una femminista ante litteram, una mente politica come quella di Olympe de Gouges, che nel 1791 scrisse la rivoluzionaria Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. E poi una donna di “cartone“, simbolo però di quella femminilità che anch’essa fa paura: Betty Boop censurata per via di troppa esuberanza.

E se a queste donne esemplari (e qui andrebbe recuperato il senso del termine, ovvero di esempio per gli altri) non è giunto alcun riconoscimento ufficiale, nessuna lapide, nessun monumento ci pensa Serena Dandini a rendere loro omaggi, affiancando loro altrettante rose che lungimiranti vivaisti hanno creato appositamente. E un omaggio possono anche considerarsi collage di Andrea Pistacchi, che nel libro introducono ogni biografia.

Serena Dandini «Questo catalogo non ha la pretesa enciclopedica di fare giustizia dell’amnesia collettiva che ha privato la storia di una parte essenziale del suo albero genealogico, ma vuol solo farvi ‘assaggiare’ quell’epopea sommersa prosegue l’autrice – . Se il mondo dei ‘padri’ illustri ha fatto cilecca in molti campi, per fortuna abbiamo ancora un terreno inesplorato di ‘madri’ eccellenti e autorevoli a cui rivolgerci con un nuovo entusiasmo – cattive maestre comprese, che non guastano mai in una corretta educazione

Ma Serena Dandini non dimentica mai che un po’ o tanto valore c’è in tutte le donne «È facile per una donna essere valorosadice – . Il salto mortale per tentare di mettere insieme casa, lavoro (sempre se si riesce a trovarne uno), magari figli e cure sparse a parenti vari… già dovrebbe far scattare una decorazione al merito».

Per la conduttrice e autrice televisiva di programmicult” come “La TV delle ragazze“, “Avanzi“, “L’ottavo nano“, “Parla con me“, non è questa la prima prova letteraria. Se “Ferite a morte” (2013 – Rizzoli) le ha portato un successo internazionale, anche a teatro; la carriera di scrittrice è partita nel 2011 con “Dai diamanti non nasce niente“, cui nel tempo si sono aggiunti “Grazie per quella volta” (2012), “Il futuro di una volta” (2015) e “Avremo sempre Parigi” (2016).


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