Manuel è nelle sale dal 3 maggio Ne parliamo con Alessandro Sardelli

Giovane attore con una grande passione per il cinema

ManuelManuel la bella opera prima di Dario Albertini, che ha conquistato pubblico e critica alla scorsa Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, è uscito nelle sale dal 3 Maggio.

La trama

Prodotto da BiBi Film di Angelo e Matilde Barbagallo e TIMVISION Production, Manuel è un racconto di formazione asciutto e pudico, ben attento a scansare le trappole dell’emotività e dedicato ai Manuel di tutte le periferie, quelli che, nella vita, «devono fa’ er doppio della fatica». La storia è incentrata su Manuel (interpretato da Andrea Lattanzi) che esce da un istituto per minori privi di sostegno famigliare ( esiste realmente a Civitavecchia) e, per la prima volta, assapora il gusto dolceamaro della libertà. Sua madre Veronica (Francesca Antonelli), chiusa in carcere, vorrebbe tanto tornare indietro e ricominciare. Ma per ottenere gli arresti domiciliari, Manuel deve dimostrare agli assistenti sociali che può prendersene carico.

Un esordio sorprendente, un ritratto sensibile di una generazione perduta, in cui spiccano oltre al protagonista Andrea Lattanzi, giovani attori come Alessandro Sardelli, 20 anni, nato in periferia, padre elettricista, madre casalinga e una grande passione per il cinema.

Alessandro Sardelli «In Manuel sono uno dei ragazzi  che vive in riformatorio e che come lui, si ritrova a diciotto anni ad affrontare la vita fuori – ci racconta – Un ragazzo che non ha nessun supporto familiare alle spalle, e sconta pene per reati anche abbastanza gravi. Però il film si concentra soprattutto sui rapporti di amicizia fra questi ragazzi, sulla paura di dover affrontare la vita fuori senza nessuno su cui contare, non sulla violenza

Come sei arrivato al cinema?

Alessandro Sardelli «Sono stato sempre appassionato di cinema, mai avrei pensato un giorno di diventare un attore poi un mio amico mi ha segnalato dei provini per un film su Pasolini, ( La Macchinazione di David Grieco) che io adoro, conosco tutto il suo cinema, la sua attenzione verso la periferia, il fatto che facesse lavorare nei suoi film attori inesperti, presi dalla strada. E così sono andato. C’erano 400 ragazzi, ho fatto prima un incontro di conoscenza, poi provini vari e dopo una settimana mi hanno chiamato per dirmi che ero stato preso per interpretare Pino Peluso al fianco di Massimo Ranieri. Incredibile, ho detto: Oddio, non so bono a recità e Grieco mi ha risposto: Va benissimo, sei molto spontaneo e genuino ed è questo quello che cerco

Sul set com’è andata con Massimo Ranieri che è un grandissimo artista?

Alessandro Sardelli «È stato meraviglioso, sempre disponibile, gentile nei miei confronti. Mi ha dato davvero tanti e tanti consigli, mi faceva ridere, anche perché lui vedeva in me il ragazzo che era stato: lui, lo scugnizzo, io, il ragazzo di periferia. Mi ha molto aiutato sentirlo così vicino e generoso

Un bell’esordio. Adesso cosa pensi di fare?

Alessandro Sardelli «Intanto mi sono messo a studiare recitazione. E poi, siccome questo lavoro non ti garantisce una sicurezza per sempre, sto cercando anche di imparare i vari mestieri del cinema, quelli più tecnici, in modo da rimanere in questo ambiente ed avere una seconda strada


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