Spike Lee contro tutti A ruota libera su Trump e sulla Palma D’oro che gli è stata rubata

In una lunga intervista ha presentato il suo prossimo film, BlacKkKlansman con Adam Driver

Spike Lee Da qualche anno a questa parte Spike Lee si è leggermente defilato dai riflettori. Se vi chiedessi qual è il suo ultimo film forse rimarreste tutti a Miracolo a Sant’Anna, il bellico girato in Italia o forse Old boy, il remake del revenge movie di Park Chan-Wook. Eppure dal 2012 ha fatto molti altri progetti, come Red Hook Summer, che in pochissimi hanno visto, o come Il sangue di Cristo, finanziato con un crowdfunding su internet, o ancora Chi-Raq, sulla diffusione della armi da fuoco nei sobborghi delle metropoli americane. Il suo problema però sono i fondi. Pur di raggranellare qualche soldo qua e la ha anche “diretto” un videogioco, NBA 2k16, nella sua modalità MyPlayer, e recentemente ha trasformato il suo debutto cinematografico Lola Darling, in una serie tv per Netflix.

E adesso sta per tornare, e alla grande. Spike sarà in concorso a Cannes con la sua ultima fatica BlacKkKlansman. Il film racconta la storia di Ron Sallworth, primo poliziotto afroamericano del dipartimento di Colorado Springs, e il suo partner Filp Zimmermann. Il suo grande merito fu quello di riuscire a infiltrarsi nel Ku Klux Klan. Lo fece, da uomo nero, ricordiamolo, semplicemente rispondendo a un annuncio sul giornale per nuovi membri. Da questa breve sinossi sembra davvero una commedia sui generis, stile Coen, un modo per prendere in giro i razzisti. Un film che però Spike Lee non vuole che venga etichettato come buddy movie, il tipico genere americano con due poliziotto, magari uno bianco e uno nero, amici che risolvono un caso. “Dio no, sarebbe orribile! Solo perchè c’è un po’ di umorismo non vuol dire che sia una commedia“.

Ma sarà anche un film per parlare del dilagante razzismo che c’è sempre stato in America

Ancora oggi, dice lo stesso Lee.”Non è una cosa del passato, sta succedendo ancora oggi!”. Soprattutto dopo i fatti di Charlottesville e gli scontri con i neo nazisti dell’Alt right, supportati e difesi da Trump. E proprio su trump non ci va tenero. “L’agente Orange (per via dei suoi capelli ndr) ha rifiutato di ripudiare il Klan, l’alt-right e i nazisti. “Ci sono brave persone da entrambe le parti” ha detto nel discorso dopo gli sconti e i morti. Sarà sulla sua lapide. È dalla parte sbagliata della storia“.

Spike Lee tornerà a Cannes dopo quasi 30 anni

Nel 1989 partecipò con Fa la cosa giusta, uno dei suoi capolavori. Arrivò vicinissimo alla Palma d’oro (che andò a Sesso, bugie e videotape di Steven Soderbergh) ma secondo lui non vinse per colpa di Wim Wenders, presidente della giuria. “Tra me e Steven non ci sono problemi, ma la cosa fu pilotata da Wenders. Mi disse che Mookie (il protagonista, interpretato da Lee) non era un personaggio positivo“. Ai tempi Spike, molto più giovane, disse che era stato addirittura derubato da Wenders. Certo, in concorso c’erano davvero dei mostri sacri come Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore o Sweetie di Jane Campion e ancora Mystery Train di Jim Jarmush.

Il ricordo di Wenders però era diverso “Disse che mi aspettava fuori dalla sala con una mazza da baseball. Bene, doveva aspettare me e tutta la giuria però, perchè non fu solo una mia decisione. Il film semplicemente non aveva abbastanza per poter vincere. Ho avuto notti insommi per quella decisione, e mi spiace che Spike l’abbia presa così sul personale“.


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