Giuseppe Cesaro Indifesa

Il 3 maggio a Roma per presentare il suo romanzo

Giuseppe Cesaro Roma, giovedì 3 maggio 2018, ore 18.00. Libreria Mondadori, via del Pellegrino 94 (Campo De’ Fiori). Patrizio Nissirio – giornalista e scrittore – presenta Indifesa  (La Nave di Teseo), romanzo d’esordio di Giuseppe Cesaro. Sarà presente l’autore.

 “Mi chiamo Andrea e questo mi ha salvato”. Comincia così uno dei romanzi più intensi degli ultimi anni. Lo firma Giuseppe Cesaro , al suo esordio come autore, dopo una lunga carriera da ghost (è lui che ha aiutato Giuseppe Sgarbi a trasformare le sue memorie in romanzi, l’ultimo dei quali – “Il canale dei cuori” [Skira] – è stato tra i 40 proposti per il premio Strega 2018).

Una parabola struggente su identità (“Può esistere in natura qualcosa contro natura?”), fede (“In cosa crede chi crede?”), esclusione e solitudine. La storia di un’anima che riuscirà a non lasciarsi soffocare, e trovare la forza di vivere, capire, amare, perdonare.

Le recensioni autorevoli

Un romanzo duro, spesso commovente, dove l’eleganza e la ricchezza della lingua diventano fari per la ricerca delle verità, le ispirazioni e le rotte da seguire quando la vita continua a impartire le sue spietate lezioni. […] Un romanzo che, raccontando la dolorosa, malinconica ed a tratti violenta esperienza di Andrea, porta il lettore all’interno di un’esistenza dominata dalla riflessione come mezzo per combattere l’asprezza della realtà.”. (ANSA)

Chi vuole leggere ‘Indifesa’ deve porsi davanti a un bivio: può scegliere di continuare a vivere preferendo sempre la spiegazione più semplice (e allora forse è meglio non leggerlo) o può scegliere di provare a capire, nella consapevolezza che il percorso sarà doloroso, a tratti lacerante e che, alla fine, niente sarà come prima. Neanche la vita stessa”. (Il Fatto Quotidiano)

Indifesa è l’anima di Andrea, vittima delle violenze e del bullismo dei compagni di classe, incompreso dal mondo degli adulti. Silenzioso in mezzo a tante voci, troppo diverso per essere accettato e compreso. […] Un bambino fuori tempo, sempre qualche passo indietro rispetto agli altri, quelli felici, ricchi, normali, quelli che lo deridono e lo fanno soffrire. La sua è una parabola sulla solitudine, è una ricerca che dalle ferite porti al riscatto”. (Sole24 ore)


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