Joaquin Phoenix

Ho dovuto umanizzare un miracolo

Joaquin Phoenix Arriva nelle sale dal 1 Maggio A Beatiful Day, il film diretto da Linney Ramsay che a Cannes 2017 ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura ed è valso a Joaquin Phoenix  la Palma d’oro come miglior attore. Il protagonista è arrivato a Roma per parlare di un film che racconta, con abbondante uso di flashback, la vita e la missione di Joe, un veterano di guerra diventato killer, che salva a pagamento, ricorrendo a metodi violenti, ragazze minorenni avviate alla prostituzione.

Come ha costruito il personaggio di Joe?

Joaquin Phoenix  «Sono partito dalla sceneggiatura, ho parlato tanto con la regista e mi sono inoltre documentato, studiando le esperienze di abusi e come queste potessero influire su una psiche infantile, rendendomi conto che a volte Joe aveva reazioni del tutto irrazionali

Nel protagonista convivono spietatezza del giustiziere e tenerezza

Joaquin Phoenix  «Era mia intenzione mostrare entrambe i lati del personaggio, che è perennemente in conflitto e cerca la pace interiore. In lui c’è tenerezza, ma anche tanta frustrazione: e questo è evidente nel rapporto con sua madre.»

Come si è trovato Joaquin Phoenix a lavorare con una produzione così piccola? 

Joaquin Phoenix  «Le dimensioni della produzione, il guadagno, non fanno mai parte della mia decisione di scegliere un film, non dico mai no a priori. Dipende tutto dalla gente che lo fa, dal materiale e dal regista. Mi piacerebbe fare un altro film come quello che abbiamo fatto, è stato difficile, non abbiamo avuto molto tempo, dovevamo dare il massimo ogni giorno, ma quando sei nelle mani di qualcuno come Lynn puoi permettersi di correre il rischio. Io poi le ho dato 70 ore di merda totale, che lei ha dovuto setacciare per tirar fuori qualcosa di buono, ma mi piace lavorare in questo modo

A Marzo è uscito in Italia Maria Maddalena, il film di Garth Davis dove lei ha interpretato Gesù. Una bella responsabilità

Joaquin Phoenix  «Molti ne hanno dato diverse interpretazioni. Per me era importante mantenere viva questa connessione con la parte umana. All’inizio la gente ha molte aspettative, però quando cominci a lavorare diventa un progetto tuo. Per esempio la scena della guarigione sulla spiaggia, è cambiata quando abbiamo iniziato a girarla. Perché l’idea di rappresentare un miracolo non riuscivo a capirla, quindi ho dovuto umanizzarla. Uscire dall’immaginario del miracolo. Una cosa che mi ha colpito è che Gesù curava con la saliva, la sabbia, la terra, forse c’era del magico ma per me c’era sputo sugli occhi di una ragazza, per cui sì, potevo farlo, (ride), c*** ho messo la sabbia con lo sputo sugli occhi di una


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