Gabriele Mainetti torna con Freaks Out dopo Lo chiamavano Jeeg Robot

Il giovane regista italiano è atteso al suo secondo film dopo il grande successo del comic movie precedente

Gabriele MainettiPoi un giorno nel cinema italiano è arrivato Gabriele Mainetti e con il suo Lo chiamavano Jeeg Robot  ha (almeno un po’) cambiato le prospettive, scosso l’ambiente. Lo si ami o lo si odi, è un film di genere che richiama il vecchio cinema di una volta italiano, artigianale ma creativo, derivativo dagli US ma molto “speghetti”, come i western di Leone o gli horror di Fulci. Ora che vanno tanto di moda i film di supereroi, Mainetti l’ha fatto suo e ha fatto una piccola gemma. Ma dopo il debutto?

Quali strade? Si parlava di serialità, come fanno gli Avengers and co. e come ha fatto il collega Sidney Sibilla (con la trilogia di Smetto quando voglio). Infatti la Goons film, casa di produzione del primo e anche di questo secondo film di Gabriele sembra parlare per lui ““Si dice che il secondo film sia il più difficile da realizzare, soprattutto quando il primo ha generato un riscontro positivo. Non sarà facile soddisfare le aspettative ora che l’asticella si è alzata ulteriormente. Come nella precedente esperienza faremo del nostro meglio per fare di più di quello che potremmo permetterci. Alla fine l’approccio produttivo sarà com’è stato con Jeeg… solo su una scala più grande“.

Stavolta però niente supereroi ma rimaniamo nel cinema di genere con una storia che sembra già “strana” ma molto interessante. Insomma, non la solita produzione italiana. Freaks out sarà un film ambientato nel pieno della seconda guerra mondiale, a Roma, tra circhi e fenomeni da baraccone.

Questa la sinossi al momento di Freaks Out

Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra.

Nel cast troviamo Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria che ritorna dopo il primo film con Mainetti, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, e poi ancora  Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta e Franz Rogowski. Le riprese dureranno circa 12 settimane, divise tra Roma e la Calabria.

Tanta la gioia del regista ma anche di Paolo Del Brocco amministratore delegato di Rai CinemaFinalmente si parte, siamo pronti a iniziare questa nuova avventura insieme a Lucky Red e a Goon Films con i quali abbiamo condiviso la scommessa e i successi di Lo chiamavano Jeeg robot. Insieme al pubblico che ha profondamente amato il suo film, aspettavamo con impazienza il ritorno al lavoro di Gabriele Mainetti, crediamo molto nel suo talento e nell’originalità delle sue storie”.


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