Ravo Un pittore che utilizza le bombolette Lo street artist si racconta

La galleria d’arte Artrust incontra Ravo

RavoSabato 7 aprile presso Artrust di Melano (CH),  Andrea Mattoni , più noto come Ravo , ha partecipato ad una conferenza in cui ha espresso le sue idee sul ruolo della Street Art e dello Street Artist, arrivando ad esporre il suo grande progetto artistico di “museo a cielo aperto“.

Chi è Ravo

Andrea Ravo Mattoni nasce a Varese il 7 aprile del 1981 da una famiglia profondamente legata al mondo dell’arte. Il padre è stato un artista di arte comportamentale e concettuale; la madre una grande creativa; lo zio illustratore ed il nonno pittore ed illustratore. L’arte ha sempre rivestito un ruolo di grande importanza nella sua quotidianità, per questo, dedicarsi alla Street Art è stato un modo per creare una sua identità, per amalgamarsi e fondersi con quell’ambiente intriso di talento e genialità.

Ravo inizia a dipingere con le bombolette a partire dal 1995, quando entra a contatto con il mondo dei Graffiti; frequenta l’Accademia delle belle Arti di Brera e successivamente inizia un percorso che lo porterà in giro per l’Italia e l’Europa. Tra le collaborazioni passate (e future) spicca quella con il Museo Louvre di Parigi, in cui l’artista ha tenuto una lezione in onore di George De La Tour, focalizzandosi sulla tela “Le tricheur à l’as de carreau”.

Cosa significa essere Street-Artist

“Mi sento uno Street Artist per un concetto importante: essere democratici all’interno del tessuto urbano. Questo vuol dire poter far usufruire a chiunque delle mie opere, in maniera gratuita””.

L’imitazione degli altri writer è stato lo slancio che lo ha spinto a determinare la sua strada, ampliando la sua veduta.

“Il mondo dei graffiti è legato ad una guerra di stile; l’interesse dei writer sta nel comunicare con gli altri writer e far vedere che il rischio è maggiore e le proprie lettere migliori”.

È a partire da questa riflessione che la maturazione artistica di Ravo ha inizio; la Street Art diventa per lui non solo un mezzo di comunicazione con gli altri artisti, quanto più un modo per comunicare ad un pubblico più ampio possibile, cercando di educare e fare cultura.

Una pinacoteca a cielo aperto

Lo scopo del suo progetto artistico è quello di recuperare l’arte classica unendola a quella contemporanea, per creare un grande museo a cielo aperto. Il fine è quello di far avvicinare chiunque a questo mondo, per questo altrettanto fondamentale è la scelta del luogo in cui dipingere.

“Qualsiasi operazione deve essere fonte di ri-culturalizzazione dal basso, che incuriosisca e faccia avvicinare il pubblico all’arte“.

Ravo ha sottolineato che le sue opere non veicolano alcun messaggio politico schierato, ma fare cultura significa coinvolgere la polis, quindi è come se si diffondesse una sorta di idea politica non schierata, in cui si esalti la potenza dell’operazione artistica messa in atto.

L’effetto domino della Street Art

L’effetto domino creato dalla Street Art sta investendo anche il mercato dell’arte, sempre più consapevole dello slancio culturale che essa riveste anche tra le generazioni più moderne. Nonostante però la forza dell’immagine faccia la maggior parte del lavoro,

“senza la parola dell’artista, le opere deperirebbero sulla strada”.

Quindi tanto l’artista, quanto il ruolo dell’arte come disciplina, sono in continua trasformazione ed evoluzione, con lo scopo di diffondere, modificare ed ampliare quelle che sono state definite da John Berger,  le idee precostituite di bellezza, gusto, verità e genio…

E Ravo sta portando avanti questa attività al meglio.

 

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