Valeria Bruni Tedeschi

Non sono mai stata una donna sicura

Ha l’aspetto di una ragazzina Valeria Bruni Tedeschi , bellissima madrina del Rendez vous, Festival del cinema francese in Italia che ha inaugurato con una affollatissima Masterclass alla Casa del Cinema di Roma. I capelli spettinati e quella noncuranza nell’aspetto come se tutto fosse estremamente casuale che è tipica dell’eleganza francese, Valeria Bruni Tedeschi , ha recitato in più di ottanta film e ne ha diretti sei. In questo periodo sta terminando la post-produzione del suo ultimo lungometraggioLes Estivants (I villeggianti) che forse approderà al Festival di Cannes.

Valeria Bruni Tedeschi «Ho chiamato per questa nuova avventura amici come Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, e non attori come mia figlia e mia madre che adoro filmare, racconta l’attrice-registaE c’è anche mia zia di 94 anni. È un’attrice incredibile, da giovane voleva recitare, ma il marito glielo ha impedito e adesso l’ho fatta debuttareManca solo mia sorella Carla. Diverse volte le ho proposto di lavorare con me, ma non vuole fare l’attrice

Lei è italiana e francese. Quale paese sente di avere più dentro di se?

Valeria Bruni Tedeschi «Ce li ho dentro entrambi e vivo bene questa ambivalenza. Penso in francese perché vivo a Parigi da sempre, ho due figli, e la mia famiglia è tutta in Francia, ma quando sono in Italia vivo e penso in italiano. Sento molto il nostro paese, nella cultura, nelle mie passioni e amo lavorare qui

 C’è nel suo carattere qualcosa dell’indole italiana?

Valeria Bruni Tedeschi «Assolutamente. L’ho dimostrato soprattutto quando ho ritirato il premio al David Di Donatello per «La pazza gioia», volevo essere generosa, raccontare, ringraziare e invece devo essere sembrata cosi stramba. Ho pensato di scrivere anch’io un discorso che potesse lasciare un senso a quello che mi stava accadendo ma poi insomma.. tutto mi è sfuggito di mano.»

Nel discorso ha citato Anna Magnani

Valeria Bruni Tedeschi «Perché lei è un’attrice, un viso, degli occhi, uno sguardo. Una di quelle persone che mi danno voglia di lavorare e di vivere. Quando guardo una fotografia di Anna Magnani mi viene voglia di essere me stessa, oppure di tornare a essere me stessa, perché continuamente mi allontano. Lei, la Magnani, mi fa tornare a me.»

Qui a Rendez Vous  Festival  ha portato il film Une jeune fille de 90 ans, diretto con Yann Coridian, un toccante documentario sulla danza come terapia per i malati di Alzhaimer

Valeria Bruni Tedeschi «La giovane ragazza di novant’anni  del titolo è Blanche Moreau, che vive presso il reparto geriatrico dell’ospedale Charles Foix d’Ivry, vicino Parigi dove il coreografo Thierry Thieû Niang, tiene un laboratorio di danza che grazie alla condivisione del movimento, della musica  fa rivivere i ricordi, le gioie e anche i dolori del passato ai pazienti.  Pensi che Blanche Moreau  durante le riprese si è innamorata del coreografo! »

Che rapporto ha con la psicanalisi?

Valeria Bruni Tedeschi «La frequento da sempre. Non sono mai stata una donna sicura, ho avuto un rapporto conflittuale con la mia famiglia, con il denaro  e la psicanalisi mi ha aiutato molto, anche se la fragilità continua a far parte di me. Anche il mio approccio ai personaggi è di tipo psicologico, faccio sempre una specie di conversazione con il mio super Io

Sembra molto ironica

Valeria Bruni Tedeschi «Lo sono e adoro ridere quando non si può. Ho un rapporto intenso con ciò che è proibito. Ho ricordi di risate proibite in momenti importanti, drammatici. Vedere la vita dalla prospettiva tragicomica è una vittoria

 Cosa ne pensa del movimento nato dopo lo scandalo Weinstein?

Valeria Bruni Tedeschi «Penso che tutto quello che è successo sia una cosa meravigliosa perché è un vento di libertà per le donne, in tutti i mestieri, un momento storico. Personalmente, non ho mai vissuto una cosa del genere. Ho sempre potuto dire di no, forse perché avevo i mezzi per farlo,  ma nessuno mi ha mai obbligato. Perciò, non riesco a sentirmi molto in empatia con il movimento delle attrici, ma certamente lo sono con il movimento delle donne in generale


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