Giosetta Fioroni Viaggio Sentimentale al Museo del Novecento

Milano dedica una personale ala grande protagonista dell’arte al femminile del’900

Giosetta Fioroni Ha attraversato gli ultimi sessant’anni non temendo d’intrecciare la sua vita di donna con la curiosità dell’artista, il desiderio di sperimentare linguaggi e tecniche con la necessità di trasmettere l’emozione e quella unicità – propria di ogni essere umano che solo i veri artisti sanno comunicare. Le vere artiste in questo caso, trattandosi di Giosetta Fioroni , cui il Museo del Novecento di Milano dedica una grande, dovuta, mostra antologica. Oltre 160 opere per tracciare un percorso che, partito con la Scuola romana di Piazza del Popolo, meraviglioso viaggio “pop” condiviso con artisti come Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa ha attraversato i decenni approdando al nuovo millennio spendendosi tra pittura, disegno, performance, video, teatro, ceramica, moda.

Ma in qualche modo rimando fedele ai simboli, ai segni, al fondo sentimentale della sua opera. Da qui il titolo della mostra ” Giosetta Fioroni . Viaggio Sentimentale ” ispirato dalla canzoneSentimental Journey ” portata al successo da Doris Day nel 1944.

Giosetta Fioroni Nata a Roma, Giosetta Fioroni ha vissuto a Parigi e per lunghi anni a Venezia, con il compagno Goffredo Parise, è a Milano che ebbe, 60 anni fa, la sua consacrazione, con la sua prima personale (la prima di una lunga serie che ha attraversato le gallerie, le rassegne, i musei, i centri internazionali più prestigiosi. Spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno « Questa è la sua prima mostra in uno spazio espositivo pubblico e siamo felici di poterla accogliere proprio al Museo del Novecento, dove si trova il compendio di quel sapere che l’artista stessa ha contribuito a creare con la sua instancabile attività al servizio di tutte le forme dell’arte. La mostra, infatti, fa parte del palinsesto Novecento Italiano, che apre al pubblico lungo tutto il 2018 uno spaccato significativo della vita culturale del secolo scorso».

Anna Maria Montaldo, direttrice del Museo del Novecento

«La mostra è un viaggio sentimentale privo di sentimentalismo» afferma « Giosetta Fioroni è una donna autorevole e coraggiosa che non ha mai banalizzato il genere femminile, è una artista che ha saputo declinare un linguaggio pop colto, personale e mai superficiale, passando dalla pittura alla scultura, dal teatro alla letteratura. Ecco perchè abbiamo scelto Giosetta Fioroni per aprire il racconto del Novecento nel museo che lo rappresenta».

Il percorso

Il percorso espositivo, al piano terra del Palazzo dell’Arengario, segue un ordine cronologico: dalle opere degli anni della formazione, a cavallo tra i ’50 e i ’60, dove l’oggetto tipico del Pop comincia ad affacciarsi da una pittura sin qui ancora legate all‘informale; si approda ai celebri “Argenti” degli anni ’60, che la portarono al centro della scena internazionale (una delle opere di questo periodo è stata acquistata dal Centre Pompidou di Parigi); quindi agli anni ’70, caratterizzati dai “Paesaggi di luce” dedicati alla laguna veneta. E poi, sempre da quegli anni, ecco il racconto del lungo periodo di vita con Goffredo Parise a Salgareda, nella campagna veneta dove Giosetta Fioroni pone l’accento sui piccoli grandi momenti di quotidianità. Ù

Giosetta Fioroni Ben più cruda è la sala dedicata ai “mostri“, a quell’Atlante di medicina legale del 1975 che il critico Giuliano Briganti descrisse come l’incontro coi «mostri del suo terrore, la configurazione in immagini orrende e disperate di un’angoscia fino allora latente; quell’angoscia censurata dal momento tutto mentale degli “argenti».

La riscoperta della pittura nel corso degli anni ’80 e ’90, e poi i 16 grandi disegni dedicati al tema del ricordo e del viaggio nella memoria personale; quindi l’approdo nell’ultima sala dove tre grandi tele raccontano il mondo della magia e della trasformazione, temi cari alla Fioroni. War (2009), Marilyn Manson (2009), e il Ramo d’oro (2014) che riprendono i temi fondanti di tutta l’opera della pittrice romana, ovvero il sentimento e la memoria come motori del suo operare. Il percorso espositivo culmina con materiali d’archivio, immagini fotografiche, documenti, foto a contestualizzare l’ambiente ricchissimo di spunti in cui Giosetta Fioroni ha trascorso la sua vita d’artista.

GIOSETTA FIORONI
Viaggio Sentimentale
Museo del Novecento
6 aprile – 26 agosto 2018
Mostra a cura di Flavio Arensi ed Elettra Bottazzi
www.museodelnovecento.org


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