#CarbonaraDay un venerdì da leccarsi i baffi

Si festeggia il piatto più imitato nel mondo

#CarbonaraDayE’ uno dei piatti che parlano d’Italia al mondo, e tanto è semplice quanto la sua preparazione è oggetto di un dibattito perenne tra puristi e “innovatori“. Questo senza voler considerare le orribili mistificazioni in arrivo dall’estero, motivate – ne siamo certi – da pura invidia, tanto da fare ammettere all’Accademia italiana della cucina, che la Carbonara è la ricetta più falsificata, ovvero quella che vanta più tentativi d’imitazione. Ancora risuona l’eco dell’oltraggio al gusto italico della celebre conduttrice britannica Nigella Lawson (una sorta di Benedetta Parodi in salsa british), che poco più di un anno fa osò proporre una Carbonara con l’aggiunta di panna e, come se non bastasse, con lardo al posto del guanciale e parmigiano al posto del pecorino. Finì sommersa dagli insulti. D’entità non minore le critiche piovute su un noto sito francese che ne aveva proposta una variante “risottata“.

Per mantenere la guardia alta, oggi torna per il secondo anno il #CarbonaraDay, evento dall’Aidepi (associazioni pastai Italiani) con IPO (International Pasta Organization) in collaborazione con TuttoFood Milano in onore della ricetta che contribuisce in maniera fondamentale alla diffusione della pasta nel mondo. Per un giorno gli amanti della pasta e della Carbonara si ritroveranno uniti attraverso i social da questa golosa passione. E’ possibile condividere la foto o il video della propria ricetta sui canali Instagram, Facebook o Twitter, inserendo semplicemente l’hashtag #CarbonaraDay. la promessa è conoscere segreti e magie di questo delizioso piatto. E’ anche possibile seguire in diretta l’evento organizzato dall’Aidepi collegandosi dalle ore 12 alle 14 al link: https://www.facebook.com/events/567090120314529/.

Sono le oscure origini della Carbonara la fonte originaria di tante mistificazioni. E se è plausibile che potrebbero averla creata i carbonai del centro Italia con i pochi ingredienti che avevano disponibili (uova, guanciale, cacio), cosa che spiega anche la stretta parentela con altri piatti bandiera dell’entroterra umbro-laziale (Gricia, Amatriciana, Cacio e pepe) è pur vero che la ricetta non compare nelle tradizionibibbiegastronomiche italiane. Ad esempio l’Artusi neppure la cita. E’ questo indizio che fa propendere molti per l’ipotesi di una nascita piuttosto recente, concomitante alla liberazione di Roma, nel ’44. Storia vuole che i soldati americani si arrangiassero a realizzare una ricetta con ingredienti a loro noti, come uova e pancetta. Questo lo spunto poi sfruttato dai cuochi romani per mettere a punto la ricetta.

Già, ma esiste una ricetta unica per la carbonara?

In rete se ne trovano molte, e con tante piccole varianti: uova intere o solo tuorli, con spaghetti o rigatoni, e così via. E poi le variazioni vegetariane (con le zucchine al posto del guanciale) o di mare (col tonno). Sempre in rete si trovano le dritte di tanti chef di grido: Cracco, Cannavacciuolo, Barbieri, Rubio, Borghese ecc ecc. ma in verità, come per tutti i piatti di tradizione familiare, la ricetta migliore è sempre quella che ci evoca dei ricordi: siano la preparazione della mamma o della nonna, sia quella della spaghettata notturna offerta da qualche amico. E la dieta, ovviamente, è rimandata a lunedì.


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