Il Giovane Karl Marx Storia di passione politica e rivoluzione

Il film di Raoul Peck da giovedì 5 aprile in sala

Karl Marx Pare che con l’esplodere della crisi economica del 2008, in molte parti del mondo le vendite de Il Capitale di Karl Marx abbiano improvvisamente ripreso. Era stato così anche nel post ’68 e il dato, in un momento decisamente post-ideologico, ha portato ai commenti più diversi dove più che il “ marxismo ” è stata l’idea ” marxiana ” ad essere oggetto della riscoperta. Riscoperta che ha portato molti a sposare la conclusione che la diagnosi di Marx su capitalismo, alienazione dei lavoratori ecc. fosse giusta, era la terapiacomunista ” (peraltro neppure attribuibile a lui) ad essere sbagliata.

Si sia d’accordo o meno è questione filosofica, di fatto questo 2018 è l’anno in cui ricorre il 200° anniversario dalla nascita del filosofo tedesco (1818) e nel 170° anniversario della pubblicazione del Manifesto comunista (1848). Episodi che, neanche a dirlo, hanno cambiato la storia del mondo.

Ma quanto rimane del pensiero e del “mito” Karl Marx nelle generazioni odierne?

La risposta è scontata, di fatto a colmare qualche lacuna, arriva giovedì 5 aprile nelle sale italiane Il giovane Karl Marx ” di Raoul Peck, regista haitiano già candidato all’Oscar e vincitore di un Bafta per ” I Am Not Your Negro “. Un’opera che getta un fascio di luce sul controverso pensiero di Karl Marx , evidenziando anche l’aspetto umano,  l’ardore e una passione politica sincera.

La benedizione dei critici cinematografici 

Alla vigilia dell’uscita in sala, il film è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici ItalianiSNCCI. La motivazione è suggestiva: «Raoul Peck si muove sui binari del film biografico per riscoprire a 170 anni dalla sua stesura i motivi e le esperienze che spinsero Karl Marx e Friedrich Engels a pubblicare Il manifesto del Partito Comunista, sconvolgendo di fatto la realtà socialista e comunista per sempre. Un’opera che riscopre il valore didattico del cinema senza perdere mai di vista la passione narrativa e l’afflato dirompente della dialettica. Perché una rivoluzione è sempre una pietra che rotola».

Karl Marx Anche Marx ed Engels ridevano

La storia comincia negli anni Quaranta dell’800, raccontando di come il giovane Karl Marx e l’amico Friedrich Engels abbiano dato vita a quel movimento capace di emancipare e dare una connotazione ideale alle lotte dei lavoratori di tutto il mondo. Dalla Germania, alla Francia, all’Inghilterra i fermenti operai per il miglioramento delle condizioni di vita si fanno sentore. In loro sostegno anche tanti intellettuali, osteggiati dai governi più autoritari.

Karl Marx ha 26 anni quando, con la sua donna prenderà la strada dell’esilio parigino dove incontrerà Friedrich Engels. Le loro vite da questo momento correranno parallele, la loro estrazione è assai diversa: Marx ha imparato a fare i conti con le difficoltà economiche, Engels è figlio di un grande industriale, ma ad accomunarli una eguale passione, ma come ci ricorda il film, entrambi sono “brillanti, appassionati, provocatori e divertenti“, perchè anche Marx ed Engels sapevano sorridere.

A dare il volto a Karl Marx è August Diehl, già volto di film hollywoodiani come Bastardi senza gloria e Salt, e in produzioni di rilievo come Il falsario – Operazione Bernhard (Oscar Miglior Film Straniero 2008), Treno di notte per Lisbona. Friedrich Engels è invece interpretato da Stefan Konarske, mentre Jenny Marx è Vicky Krieps, attrice portata al successo dal recente Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson.


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