Cronache dal Medioevo Roma senza Papa

Dai guelfi e ghibellini a Cola di Rienzo

Roma Alla fine del ‘200 la fazione dei Guelfi, vicina al Papa di Roma, ha vinto la guerra; i ghibellini, vicini all’imperatore, hanno perso. Dei due pilastri che sostenevano l’idea di un potere universale, sovranazionale, che abbracciava tutta l’Europa, ne resta in piedi soltanto uno: il papato.

Sembrerebbe una vittoria senza appello, ma la situazione è ancora complessa, la chiesa vittoriosa è lacerata da nuove rivalità e nel vuoto creato dalla debolezza dell’impero i re in giro per l’Europa diventano sempre più potenti. Lo racconta Cristoforo Gorno nel nuovo appuntamento con “ Cronache dal Medioevoin onda questa sera alle 21.10 su Rai Storia.

Filippo il Bello

Questi nodi vengono al pettine tutti insieme ad Anagni, una cittadina del Lazio, nel brevissimo momento di uno schiaffo. Le conseguenze di quello schiaffo saranno molto pesanti: il trasferimento del papato in Francia metterà il papa sotto l’influenza diretta del re di Francia, Filippo il Bello, mentre a Roma nel vuoto creato dall’assenza dell’autorità papale emerge, verso la metà del ‘300, un uomo, Cola di Rienzo, che vuole superare la crisi recuperando le radici più antiche di Roma, di una Roma prima dei papi, la Roma dei Cesari.


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