Addio ad Abreu, colui che grazie alla musica ha salvato un milione di bambini

Ci ha lasciato José Antonio Abreu a 78 anni, il maestro venezuelano che ha fondato “El Sistema”

Abreu

Il mondo della musica piange la scomparsa di Abreu. Fu colui che diffuse come metodo di insegnamento la musica in modo da allontanare i bambini dalla povertà, dalla criminalità e dal degrado sociale.

Josè Antonio Abreu diede un grande aiuto a tutti quegli adolescenti che si trovavano davanti ad un futuro incerto, soprattutto in paesi dove la vita è sempre un po’ più in bilico.

Il sogno di Abreu

Il Maestro, così come veniva comunemente chiamato da tutti, ebbe l’idea di far nascere diverse scuole di musica. Grazie anche ai  tanti insegnamenti del nonno italiano, anch’egli direttore d’orchestra, Abreu decise di divulgare il suo sapere agli altri.

E così iniziò il viaggio di Josè,  che gli recò un sacco di soddisfazioni e che lo portò a far conoscere la musica a 900 mila bambini e a far si che buona parte di loro entrassero a far parte di orchestre in tutto il Paese.

Tanti furono per lui i riconoscimenti internazionali. Nel 1993 l’Unesco gli assegnò il premio internazionale della musica, e anche in Spagna vinse l’importante premio Principe delle Asturie.

El Sistema, il progetto di Josè Abreu per i giovani

Così, nel 1975, nacque “ El sistema ”, una rete capace di creare numerose orchestre per aiutare milioni di bambini in Venezuela.
L’obiettivo di tale progetto era quello di insegnare musica ai cittadini di ogni ceto sociale e di far suonare in gruppo i bambini, così da agevolare il sociale.
Da quel momento la musica fu vista proprio come una palestra di vita sociale capace di allontanare i giovani dai grandi mostri della società, quali la droga e la violenza.

El Sistema non si fermò li, grazie all’ italiano Claudio Abbado, direttore d’orchestra, che nel 2010 decise di portare “ El sistema ” anche in Italia.

Siamo pronti a salutare il maestro Abreu, con la consapevolezza che i suoi insegnamenti non saranno vani. Per di più avremo sempre la convinzione che la musica sarà sempre una speranza per un mondo instabile.


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