Quand’è Pasqua ? Così gli astronomi si sono arrovellati per secoli

Fu un bel problema stabilire la data della Pasqua

PasquaEntriamo così nel vivo della Settimana Santa e una manciata di giorni ci separano dalla Pasqua , che con le sue ritualità tra il sacro e il profano quest’anno cade domenica 1 aprile. Una Pasqua non troppo “alta” non troppo “bassa”, con buona pace degli operatori turistici che, auspicandosi i favori del meteo, sognano il tutto esaurito.

Eh già le festività pasquali hanno il brutto vizio di cadere sempre in giorni diversi  in una data comunque compresa tra marzo e aprile. E non fu proprio facile individuare il giorno esatto, ma è una storia con un certo fascino.

Il calcolo della Pasqua è basato sul calendario lunare nel quale i mesi sono di 28 giorni e detta così sarebbe semplice, ma le cose sono andate complicandosi. Facciamo un passo indietro ricordando che la celebrazione della Pasqua nasce col popolo ebraico anche se la Chiesa cristiana, pur conservandone il nome, ha dato alla festa un significato diverso. Fu infatti durante le celebrazioni della Pasqua ebraica, ricordano i Vangeli, che Gesù fu crocifisso e risorse.

Pasqua in ebraico Pesah significa “passar oltre“. Con questa ricorrenza gli ebrei ricordano la notte precedente l’esodo dall’Egitto quando Dio mandò l’angelo sterminatore ad uccidere tutti i primogeniti maschi. Per scampare alla piaga, agli Ebrei furono ordinati alcuni comportamenti, come quello di sacrificare un agnello e spargerne il sangue sulle porte, così che l’angelo sterminatore, riconoscendo le abitazioni del popolo di Dio, sarebbe “passato oltre” e avrebbe risparmiato gli eletti. Secondo le date ricavate dalla Bibbia la notte del passaggio dell’angelo cadde il giorno 14 del mese di Nisan, ovvero nella notte del primo plenilunio di primavera.

Pur tenendo il punto fermo dei Vangeli trovare la data esatta per celebrare la Resurrezione fu un’operazione tutt’altro che semplice. Con il Concilio di Nicea (nel 325) la Chiesa stabilì che la Pasqua dovesse cadere nella prima domenica successiva alla prima luna piena seguente l‘Equinozio di Primavera. Il problema era a questo punto stabilire come calcolare la data dell’Equinozio e della Luna piena.

Questi due quesiti hanno assillato la Chiesa per più di mille anni. La questione Equinozio fu risolta presto dagli astronomi alessandrini che stabilirono che la data cadeva il 21 di marzo (in realtà può oscillare tra il 20 e il 22). Per il calcolo della Luna piena le cose erano più complesse, poiché il moto della Luna è estremamente complicato e la sua precisa indagine andava al di là della portata degli astronomi del tempo.

PasquaGli artifici matematici

Calcolare in anticipo la data in maniera tale che potesse essere divulgata in tutte le comunità cristiane per festeggiare assieme la Pasqua era un compito arduo che gli astronomi risolsero con artifici matematici e l’ausilio del metodo di Metone Lo scienziato greco che dette il nome al ciclo lunare di 6940 giorni (19 anni). Passato tale periodo le lunazioni si ripresentano nello stesso giorno della settimana, ricorrendo a complessi calcoli era così possibile calcolare la data della Pasqua corrente e di quelle future.

Si arriva al 1582 ed i conti continuavano a non tornare,  fino ad allora infatti, era in uso il calendario Giuliano che riporta lo sfalsamento di un giorno ogni 130 anni, l’Equinozio si era quindi spostato all’indietro e intorno al 1580 cadeva l’11 di marzo, ma a Nicea era stato stabilito che la Pasqua doveva essere conteggiata rispetto all’Equinozio del 21 marzo. Con la riforma del calendario di Papa Gregorio XIII, l’Equinozio tornò a cadere nella data giusta e fu inoltre proposto un nuovo metodo per il calcolo del plenilunio. Il calcolo della Pasqua da allora non è più cambiato.

Volendo proprio entrare nei dettagli, i calcoli degli astronomi moderni tengono conto di alcuni dettagli che allora non vennero considerati; ed anche se le data il più delle volte coincidono, proprio perché l’Equinozio può cadere anche il 20 marzo o il 22, la Pasqua della chiesa può essere diversa da quella “astronomica”, così com’è capitato nel 1974, nel 1981 e come si verificherà nel 2038.

In base ai due fattori considerati (equinozio e plenilunio) la domenica di Pasqua deve cadere necessariamente nell’arco di tempo compreso tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Per quanto detto sopra, se infatti il plenilunio si verificasse un sabato 21, la Pasqua cadrebbe il giorno successivo, domenica 22 marzo. Se invece, nell’altro caso estremo, il plenilunio si verificasse il giorno prima dell’Equinozio (20 marzo), per avere la successiva luna piena si dovrebbero attendere 29 giorni; si arriverebbe quindi al 18 aprile, se però fosse domenica si dovrebbe aspettare quella seguente (la regola parla di domenica successiva al plenilunio) che sarebbe il 25 aprile.

Una curiosità finale: il calcolo del giorno della  Pasqua durante tutto il Medioevo ha dato, con la benedizione della Chiesa, grande impulso allo studio dell’astronomia. Studi che poi culmineranno in quelle teorie eliocentriche che la Chiesa stessa aborrì a lungo.


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